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Pannello sensoriale fai da te: i colori

Lo sviluppo psicomotorio è un processo di maturazione che porta il bambino ad acquisire sin dalla nascita diverse competenze e abilità. Si tratta di un progredire
continuo, essenzialmente dipendente dalla maturazione del Sistema Nervoso Centrale (SNC), con tempi e modalità variabili per ogni bambino. La maturazione strutturale del SNC è fortemente influenzata dall’ambiente, inteso nel senso più ampio possibile, e dalle relazioni. Il cervello viene definito “plastico” dalle neuroscienze, la plasticità rappresenta la capacità del sistema nervoso di modificare l’intensità delle sinapsi, di instaurarne di nuove ed eliminare quelle ritenute “non necessarie”. Nei primissimi anni di vita del bambino le dimensioni, la struttura e le funzioni del cervello crescono enormemente, il suo cervello è altamente plastico. In un ambiente ricco di stimoli ed esperienze conoscitive le sinapsi si moltiplicano, creando una fitta rete di sentieri neurali. Questi rendono possibile pensare, apprendere e ragionare.

Da queste scoperte possiamo capire quanto il contesto nel quale un bambino vive i suoi primi anni di vita sia fondamentale.

Il fanciullo approccia ai colori (così come alle altre  cose) spontaneamente, perché parte di un tutto dalle mille sfumature che è il nostro mondo. Per rendere la loro esperienza con il colore quanto più naturale possibile, ho ideato questo pannello sensoriale che sfrutta sia la sensorialità che il gioco. L’apprendimento seguirà, in questo modo, un’andatura naturale che va dal generale (i colori di ciò che ci circonda) al particolare (i singoli colori presenti in questo pannello: rosso, giallo, blu e verde) e, facendo esperienza con il particolare, il bambino darà un senso al generale e lo comprenderà meglio.

Materiale per realizzare il pannello:

-un cartone grande (solitamente li trovo fuori ai negozi, questo l’ho preso da un negozio di giocattoli);

-tempere;

-Fogli colorati;

-Cartamodello:

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-bustine trasparenti (ho utilizzato quelle per il raccoglitore ad anelli);

-2 bottiglie di plastica vuote;

-colla a caldo, pennelli, pennarello nero, ferro da stiro e carta forno.

Procedimento:

L’idea di come strutturare questo pannello è nata da un disegno:

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Ho ritagliato il cartamodello a forma di matita e l’ho riportato sui fogli colorati in questo modo:

 

Ho attaccato le mie matite colorate sul supporto di cartone rigido e dipinto delle macchie di colore con le tempere:

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Ho poi tagliato le bottiglie di plastica, attaccato una striscia di colore su ognuna con la colla a caldo e fissate sul supporto in cartone in questo modo:

Ho creato le bustine contenenti le tempere colorate, tagliando della misura che preferivo quelle trasparenti e, aiutandomi con carta forno e ferro da stiro le ho sigillate:

Ho concluso aggiungendo i particolari alle matite, creando un contenitore per le palline colorate con gli avanzi di cartone e decorando il tutto. Ecco a voi il risultato finale!

 

Angela Orlando ☼

La strada più bella da esplorare, per chi lavora con gli uomini, è quella che percorriamo lasciandoci guidare dall’amore per il genere umano, per il mondo, per la vita. Dall’amore che nasce da un sorriso condiviso, da una carezza di conforto, da un dialogo di incontro. Un amore contagioso, che ci da speranza e forza per continuare, anche quando sembra che la nostra azione, in quel momento, non porti a nulla, o ci sembra di star facendo peggio. Non possiamo mai sapere quando, ciò che abbiamo fatto con il cuore, riuscirà ad essere la chiave dell’apertura ad una strada nuova anche per l’altro.

Angela Orlando ☼

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Il Gioco in classe

La tendenza recente che ho riscontrato nella scuola del nostro tempo, è quella di concedere sempre meno spazio a quell’attività libera e spontanea dei bambini, quell’attività fortemente connessa allo sviluppo, alla motivazione, all’ apprendimento e alla comunicazione: il gioco.

Non tanto nella scuola dell’infanzia, ma già nella scuola primaria è come se per gli insegnanti il bambino non dovesse più giocare: “non c’è tempo per giocare, bisogna portare avanti il programma”, che incubo questo “programma” tutto molto rigido, troppo statico e meccanico. Stili che non sono più adatti ai nostri tempi, alle esigenze dei nostri bambini.

“Acquisire competenze significa giocare, muoversi, manipolare, curiosare, domandare, imparare a riflettere sull’esperienza attraverso l’esplorazione, l’osservazione e il confronto tra proprietà, quantità, caratteristiche, fatti; significa ascoltare, e comprendere, narrazioni e discorsi, raccontare e rievocare azioni ed esperienze e tradurle in tracce personali e condivise; essere in grado di descrivere, rappresentare e immaginare, “ripetere”, con simulazioni e giochi di ruolo, situazioni ed eventi con linguaggi diversi.” (Indicazioni Nazionali 2012)

Quanti piani triennali dell’offerta formativa si colmano di queste parole, ma in pratica, cosa facciamo per far apprendere attraverso il gioco? Ma soprattutto, giochiamo insieme ai nostri bambini?

Il gioco è stato riconosciuto come diritto del bambino:”Gli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica.
Gli Stati parti rispettano e favoriscono il diritto del fanciullo di partecipare pienamente alla vita culturale e artistica e incoraggiano l’organizzazione, in condizioni di uguaglianza, di mezzi appropriati di divertimento e di attività ricreative, artistiche e culturali.” (Convenzione sui diritti dell’infanzia, art.31)

Ma in pratica, cosa si fa?

Basta poco per attivarci, nel nostro piccolo, in questo senso:

-Concediamo al bambino dei momenti della giornata scolastica (anche 15min) in cui possono giocare liberamente.

-Allestiamo uno spazio nell’aula dedicato al gioco: giochi di società, materiali per il gioco costruttivo (attenzione, non intendo solo costruzioni, possiamo raccogliere o far portare loro da casa materiale di ogni genere come stoffe, materiale da riciclo..) penseranno poi i bambini a cosa dar vita con quei materiali e di certo sarà un capolavoro! Avranno dato forma a qualcosa che avevano nella loro mente e ci stupiranno.

-Bastano poche e condivise regole.

-Organizziamo attività che partano dalla costruzione di un gioco, queste attività sono particolarmente utili per le competenze matematico/geometriche dei vostri alunni.

-Stravolgiamo le nostre aule, spostiamo i banchi, lasciamo qualche volta i bambini liberi di muoversi, giochiamo insieme a loro.

-Successivamente basterà narrare una storia e farli rilassare un po’ con la meditazione per ristabilire la concentrazione.

-Mettiamoci letteralmente in gioco!

“Per controllare ciò che è al di fuori uno deve fare le cose, non semplicemente pensare o desiderare di fare, e fare le cose richiede tempo. Giocare vuol dire fare. ” D. Winnicot

Angela Orlando ☼

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Portapenne glamour fai da te

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Vi presento l’ultimo dei portapenne che ho creato e vi svelo il motivo di questa carrellata di portapenne fai da te: la mia amica Carmen qualche giorno fa mi ha chiesto dei portapenne per la sua segreteria a scuola, ero molto indecisa sul da farsi, così ho scelto di prepararne tre di diversa tipologia. Questo che vi presento ora è fatto con una tecnica simile al portapenne galaxy ecco il link

il materiale utilizzato è sempre: una bottiglia tagliata, 16 bastoncini di legno (questa volta li ho tagliati un po’), tempere del colore che preferite, colla vinilica per far attaccare i glitter, glitter, colla a caldo, pennelli, nastrino.

la differenza rispetto al portapenne galaxy è che questa volta ho diviso i bastoncini in questo modo:

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-li ho poi attaccati con la colla a caldo sulla bottiglia alternandoli:

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-ho terminato il tutto con un nastrino ed un fiocco!

Quale dei tre portapenne sceglierà Carmen? Vi aggiornerò 😉

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Portapenne prato fai da te

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Questo nuovo portapenne è stato realizzato sempre con materiale da riciclo (i rotoli di carta igienica), la sua realizzazione richiederà leggermente un tempo maggiore poiché ricco di maggiori dettagli rispetto a quelli realizzati con i bastoncini di legno.

MATERIALE:

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-rotoli di carta igienica di diversa dimensione ed un piano in cartoncino;

-gomma crepla di color verde;

-cartoncino rosa;

-tempera verde;

-materiale da riciclo (ho utilizzato dei fiori e delle ali di farfalla che riciclo dalle diverse bomboniere che arrivano a casa);

-forbici, taglierino, colla a caldo.

PROCEDIMENTO:

-Ritagliate delle strisce di gomma crepla della lunghezza che ricoprirà i vostri rotolini e dell’altezza, per quelli che scegliete per il prato, ritagliate la gomma crepla 3cm in più in modo da poterla ritagliare in superficie a forma di erba. Per la farfalla il ritaglio di gomma crepla potrà essere della stessa altezza e lunghezza del rotolino;

-ricoprite l’esterno dei rotolini con la gomma crepla aiutandovi con la colla a caldo. Ricoprote anche la base in cartoncino:

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(ho pitturato sia l’interno che un po’ della superficie del rotolino con la tempera verde per evitare che si vedesse il suo colore originale. Ho poi pitturato anche un po’ di erbetta sulla gomma crepla per dare un effetto maggiormente realistico)

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-date spazio alla vostra creatività attaccando i fiori sull’erbetta e decorando la farfalla come meglio preferite!

-Infine assemblate il tutto con la colla a caldo, ed ecco il risultato!

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Come creare un portapenne galaxy

porta oggetti galaxy

Oggi vi mostrerò come creare questo portapenne scintillante!

MATERIALE

-bastoncini grandi da gelato

-bottiglia d’acqua vuota tagliata

-scotch,tempere,forbici, colla a caldo😍, pennelli, glitter argentati.

PROCEDIMENTO

-disporre il numero di bastoncini che andranno a ricoprire la vostra bottiglia (sulla mia ce ne sono andati 15) in fila su un po’ di scotch;

-armatevi di tempere e pennelli e date vita alla galassia che avete nella vostra mente! Quando la vostra opera d’arte sarà terminata, lasciate asciugare i bastoncini di legno.

-con la colla a caldo incollate dal primo all’ultimo i vostri bastoncini sulla bottiglia, sarà divertente come costruire un puzzle fatto da voi!

Se preferite potete aggiungere una scritta che richiama le stelle. Io ho scelto questa:

Tre cose ci sono rimaste del paradiso: le stelle, i fiori e i bambini.

 

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DSA: attività per prevenire il rischio

Negli ultimi anni abbiamo avuto in Italia un incremento delle diagnosi di disturbi specifici dell’apprendimento, con l’innalzamento del numero di casi abbiamo uno sfociare delle teorie che indagano le cause di questo fenomeno. Per il momento ci sono diverse correnti di pensiero, ve ne presenterò alcune che dilagano nel web:

-C’è chi ritiene che i DSA non siano in realtà in aumento ma semplicemente c’è più informazione a riguardo. “Fino a quindici anni fa in Italia quasi nessuno sapeva cosa fosse la dislessia. Eppure i dislessici esistevano, così come i discalculici, i disgrafici, i disortografici. Sarebbe infatti irragionevole pensare che la dislessia sia comparsa dal nulla quindici anni fa solo perché ha cominciato ad essere diagnosticata. Quando si è cominciato a parlare di dislessia e ad effettuare le prime diagnosi, il problema è venuto alla luce. E’ quindi naturale che nei primi anni ci sia stato un aumento esponenziale dei casi di dislessia diagnosticata, che non ha nulla a che fare con un aumento reale dei casi.”

-C’è poi chi attribuisce le cause di un ipotetico aumento dei DSA alla diffusione della tecnologia digitale. “Nel 1997 solo i professionisti possedevano un telefono cellulare. Nel 2002 tutti i ragazzi delle scuole superiori ne avevano uno e comunicavano via SMS; nel 2007 scattavano fotografie con il telefonino. Oggi un bambino a sette anni sa usare il cellulare meglio dei suoi genitori, a dieci utilizza applicazioni di messaggistica tramite rete internet, a dodici fa filmati e crea semplici montaggi, inviandoli poi a decine di amici. Viviamo in un mondo in cui “però” si scrive “xò”, in cui “ti voglio bene” si dice TVB e un bacio si manda con una faccina, un mondo in cui un messaggio senza emoticon genera subito la domanda “ma sei arrabbiato?”, un mondo in cui invece di scrivere in chat è possibile registrare un messaggio vocale e inviarlo istantaneamente.
L’aver sostituito le lettere con le immagini già di per se comporta una maggiore difficoltà nel decodificare i grafemi rispetto al passato.”

-Ci sono poi coloro i quali affermano che i bambini di oggi sono tutti pigri ed abituati ad avere tutto e subito. “Nell’epoca dell’usa e getta tutto è dato senza attesa, confezionato e pronto per essere consumato, esattamente come un’icona che dice tutto e subito, senza bisogno di uno sforzo intellettuale per essere decodificata. Imparare a leggere invece richiede pazienza, costanza, capacità di sopportare le frustrazioni e di perseverare nonostante i fallimenti. Tutte cose che i bambini di oggi sanno fare sempre meno, che siano dislessici o no.”

-Infine ci sono gli scettici, quelli che ritengono che in realtà sia tutto un “marciarci su” e i dislessici in Italia siano solo frutto di false diagnosi.

A noi che nella scuola operiamo le cause interessano poco, quello che ci preme è rimboccarci le maniche e far qualcosa. A mio parere la teoria della diffusione del digitale è quella più fondata, anni fa sin da piccoli i bambini erano esposti a stimoli differenti rispetto a quelli attuali (manipolavano gli oggetti più svariati, costruivano, si nutrivano talvolta di sana noia…) e per quel che so, lo sviluppo delle abilità del bambino è strettamente connesso a tutto ciò che egli vive sin dalla nascita.
Attualmente molti bambini sin dai primi mesi di vita già cliccano su un dispositivo digitale, a discapito di attività che possono favorire lo sviluppo oculo manuale o la coordinazione motoria generale. Bambini sempre più “statici” che muovono poco le loro mani ed il loro corpo.
Per prevenire tutto questo e andare in contro a questa esigenza è necessario che sin dalla scuola dell’infanzia ci sia un incremento delle attività che portano il bambino a muoversi, seguire percorsi, camminare lungo linee e sviluppare la manualità nei modi più divertenti, perché una cosa è certa: tutto ciò che arriva al cervello passa attraverso il corpo. Il bambino ottiene la maggior parte delle sue cognizioni mediante le attività del suo corpo prima di apprendere a lavorare sistematicamente con l’intelletto.

Per queste ragioni vi propongo una serie di immagini che raffigurano attività da fare a scuola ma anche a casa!:

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Angela Orlando ☼

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Come creare fingers, puppets o marionette per dita racconta storie: il brutto anatroccolo

Quest’anno, durante una giornata scolastica, mi sono ritrovata a raccontare ai bambini della scuola dell’infanzia la storia di cappuccetto rosso prendendo in prestito i puppets di una collega. La mia sorpresa è stata immediata: 30 bambini di quattro anni tutti concentrati e coinvolti all’ascolto, ebbene sì! credo proprio che queste marionette per dita siano una bella invenzione!

Così ho deciso di procurarmene alcune, girando sul web ho scoperto che di economiche non ce ne sono! Ecco l’idea: le creo io! Come prima storia scelgo quella che ha un po’ caratterizzato la mia infanzia: il brutto anatroccolo! Che è anche una bella fiaba educativa!

MATERIALE:

-panno lenci di color: bianco, giallo, arancione, grigio

-occhi mobili piccoli

-stoffe da riciclo per ulteriori dettagli (cappello di mamma papera, foulard..)

-colla a caldo (da come potete capire è la mia migliore amica di creazioni :))

-forbici

-pennarello nero

PROCEDIMENTO:

-ritagliate una sagoma per ogni personaggio da realizzare, riportatela in doppio (dovrete ottenere un davanti e un dietro per inserire il vostro dito nella marionetta) sul panno lenci e ritagliate. Per la misura della base di ogni finger calcolate quella del vostro dito medio più 2 centimetri che sarà lo spazio che occuperà la colla; ecco le sagome:

brutto anatroccolo sagome

 

-Una volta ottenute le doppie sagome in panno lenci occupatevi di incollare l’una sull’altra apponendo la colla a caldo lungo il bordo, ATTENZIONE lasciate senza colla il bordo inferiore di ogni finger! Vi servirà per inserire il dito. Quando la colla si sarà asciugata, volendo, potete inserire un po’ di ovatta nel vostro finger che con una matita potete far scivolare nella testa dei personaggi per creare maggiore volume.

-Infine apponete con la colla a caldo gli occhi mobili, il becco degli anatroccoli ed eventuali dettagli che volete aggiungere ai vostri pupazzetti per dita.

I bambini li adoreranno e riuscirete a coinvolgere la loro attenzione a pieno!

 

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Come realizzare una macchina delle addizioni

 

La matematica come la conosciamo è una matematica umana, un prodotto della mente umana. Da dove proviene la matematica? Proviene da noi! Noi la creiamo, ma non è arbitraria, ossia non è una semplice costruzione sociale contingente dal punto di vista storico. Ciò che rende la matematica non arbitraria è che essa utilizza i meccanismi concettuali di base della mente embodied, come essa si è
evoluta nel modo reale. La matematica è un prodotto della capacità neurali dei nostri cervelli, della natura dei nostri corpi, della nostra evoluzione, del nostro ambiente e della nostra lunga storia sociale e culturale. (Lackoff, Núñez)

Insegnare la matematica ai bambini e alle bambine attraverso il corpo e l’azione è quanto di più adatto alla matematica e alla mente del bambino ci possa essere.

Questa macchina delle addizioni permette ai bambini di comprendere attraverso semplici azioni il profondo significato di questa operazione, l’unione di un certo numero di oggetti diventa così altamente significativo.

Crearla è molto semplice, basterà procurarsi:

-due bottiglie vuote d’acqua

-cartoncini colorati

-due scatole

-forbici

-pedine

-base di cartone

-colla a caldo

-due contenitori in plastica (vasetti di yogurt, vaschette per gelato o simili)

-bustine trasparenti

-numeri in cartoncino

Procedimento:

-Ritagliate due bottiglie d’acqua in questo modo:

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-Ricopritele incollando con la colla a caldo con il cartoncino del colore che preferite:

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-Ricoprite con del cartoncino colorato anche una scatola dopo averla privata della base superiore ed inferiore; incollate al piano in cartone la scatola e al suo interno inserite (incollandole) le due bottiglie in questo modo:

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-create con del cartoncino dello stesso colore di quello che avete utilizzato per ricoprire le due bottiglie, un cilindro da porre al di sotto della scatola con su inserite le due bottiglie; in questo modo le pedine che saranno inserite nelle due bottiglie convergeranno nello stesso punto unendosi e cadranno in una scatolina che apponiamo (incollandola con la colla a caldo) al di sotto della nostra creazione precedente.

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-creiamo il segno + da attaccare tra i due cilindri (bottiglie) e il segno = da apporre sulla scatolina nelle quale cadranno tutte le nostre pedine.

Abbelliamola come più ci piace!

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Fate divertire i vostri bambini!

Angela Orlando ☼