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Sacchetti profuma armadio fai da te

Ben ritrovati amici creativi!

In questo momento avrei dovuto scrivervi dalla casina nuova ♥ che è venuta su’ dopo tanti sforzi e tanto impegno…questo virus ha rallentato anche i tempi di un nuovo inizio con Antonio ♥ ma non ha spento il nostro entusiasmo, anzi! siamo diventati più produttivi!

Dato che ho già iniziato a riporre qualcosa nell’armadio perché (spero) che al prossimo cambio di stagione ci saremmo finalmente trasferiti, ho pensato di realizzare questi sacchetti profuma armadio o profuma cassetti fatti a mano, ecologici e molto carini! L’odore che sprigionano è qualcosa che non posso di certo descrivervi, ma fidatevi! Quando arrivo a scrivere qui su’ è solo per qualcosa che mi ha entusiasmata 🙂

Materiale:

  • Sacchetti in organza del colore che più vi piace (io ho scelto il bianco come l’armadio);
  • zest di limone;
  • 2 cucchiai di riso per ogni sacchetto che volete realizzare;
  • oli essenziali che preferite (io adoro la lavanda e la vaniglia che inserisco spesso nei dolci anche quando non è prevista xD);
  • nastrino per il fiocchetto decorativo.

PROCEDIMENTO

  • Dopo aver lavato ed asciugato i sacchetti in organza, ponete 2 cucchiai di riso per ogni sacchetto che avete deciso di realizzare in una ciotolina dal tappo ermetico;
  • grattugiate un po’ di zest di limone. La buccia del limone contiene anche i suoi oli essenziali che hanno un’azione antibatterica molto utile;
  • fate cadere sul riso 3 gocce di olio essenziale di vaniglia per ogni sacchetto e 2 di lavanda;
  • inserite fiori secchi a piacere (io coltivo la lavanda, quella che ho messo nei sacchetti è frutto del raccolto dello scorso anno). Proprio oggi sono spuntate le nuove spighe e la rinascita, anche di un fiore è sempre un motivo per gioire, un segno di speranza nuova:
  • Chiudete con un tappo ermetico e mescolate bene scuotendo il contenitore.
  • Lasciate riposare per un’oretta. Il riso assorbirà l’umidità dai nostri cassetti/armadio e trattiene le nostre fragranze.
  • Riempite i sacchetti e sentite la meraviglia!!!!

mi era avanzato uno che ho messo vicino alla finestra, sono davvero molto carini e super profumati!

Non mi resta che augurarvi come sempre…

BUONA CREAZIONE!!!

Angela Orlando ☼

Pubblicato in: attività per bambini

FILASTROCCA DI PRIMAVERA Mar 2020

FILASTROCCA DI PRIMAVERA 

 

In questi giorni a casa dobbiam restare ma c’è qualcuno che ha insistito per venirci a trovare!
È la natura che con la sua forza ci porta via un po’ di paura! 
E se ancora non lo avete capito ci pensano le maestre a farvi un invito: ascoltateci molto bene, c’è qualcosa da scoprire insieme! 
Appena sveglio appoggia l’orecchio alla finestra sentirai gli uccellini che cantano a festa!
“Vieni a vedere!”, ti dico spavalda, c’è un gran bel sole che si rialza e ci riscalda!
Le giornate son diventate più lunghe e serene e se ti impegnerai saranno anche più piene! 
Facciamo un bel dipinto, guarda al balcone, son spuntati i fiori dopo l’acquazzone!
E se ancora più attentamente ascolterai, noterai un ronzio…son tornate le api è passato l’oblio! 
Con forza han ripreso a lavorare c’è tanto miele da preparare!
E se non riesci a vederli, fidati di noi:
gli animali nel bosco dopo una bella dormita hanno trovato l’aria più pulita! 
Tutti insieme si son messi a ballare e tu che fai? Togli quel pigiama! È la natura che ci richiama: vestiamoci a festa, inventiamo dei giochi e le giornate passeranno più veloci! 
E se qualcosa di nuovo alla finestra noterai anche tu, prendi un foglio e scrivici su, insieme la primavera dipingeremo e fidatevi, tornerà il sereno!

 

Angela Orlando 

Pubblicato in: attività per bambini

DAD- video tutorial festa del papà

La festa del papà si avvicina, in questo periodo particolare in cui stiamo
sperimentando la didattica a distanza, non volevo lasciare gli alunni senza un
pensiero per il papà!
La chiusura dei negozi ed il dover restare a casa ci impediscono di acquistare
materiale per un lavoretto con cartoncini, tempere, glitter, bastoncini di legno, ecc..
Possiamo però utilizzare degli ingredienti che in ogni casa non mancano mai: farina,
acqua e sale. Realizzando così un portachiavi con la pasta di sale!
Da sempre credo che realizzare ricette con i bambini sia un’attività didattica
multidisciplinare che offre numerosi spunti: favorisce l’ascolto, la concentrazione,
sviluppa importanti abilità matematiche .
E qui potete scaricare il cartamodello da stampare in formato A4:
simbolo forza
Buon divertimento e buona creazione!
Angela Orlando☼
Pubblicato in: attività per bambini

Docenti ai tempi del CoVid19

Riprendo a scrivere su questo blog dopo tanto tempo. Se ci ritorno è perché sento l’esigenza di lasciare in qualche modo una traccia, una testimonianza di quello che in queste settimane stiamo vivendo da cittadini del mondo, da persone indifese di fronte a qualcosa di invisibile ma che può far male, da uomini consapevoli che qualsiasi cosa accada non possiamo fermarci, da insegnanti uniti più che mai in questo momento che “non è di vacanza bensì di emergenza” come ha detto la Dirigente del mio Istituto Comprensivo.
Abbiamo l’OBBLIGO di non sottrarre agli alunni il DIRITTO allo studio, ed è in questo momento che possiamo essere più creativi ed “ingegnosi” che mai.
Bisogna proporre interventi didattici a distanza. Mai come ora possiamo far comprendere il vero valore delle tecnologie a tutti. Mai come in questo momento possiamo per davvero utilizzare gli strumenti che il digitale ci mette a disposizione come punti di forza, strumenti per oltrepassare le barriere, per favorire l’apprendimento di ciascuno, per meglio analizzare i contesti in cui ci ritroviamo ad operare.

…Ieri mio padre mi raccontava che la nonna Angela iniziò ed imparò a fare il pane proprio durante il periodo del colera, quel pane che poi le ha permesso di avere un sostegno economico durante gli anni a venire. Quasi commossa la mia mente ha iniziato a viaggiare, a pensare quanto bene può nascere dai momenti di “crisi” , di “emergenza”.

In questi tempi di Coronavirus sto vedendo ed apprezzando lo sforzo di quelle insegnanti che non hanno molta dimestichezza con la tecnologia perché nate e vissute in un’altra epoca, impegnarsi per non lasciare i loro alunni senza istruzione…è consigliato stare ad 1 metro di distanza ma in questa situazione avverto molta più connessione del solito… almeno per quello che riguarda il mondo dell’Istruzione!

In questi giorni ci siamo interrogati sul concetto di didattica a distanza…
come attuarla in un contesto in cui circa il 20% delle famiglie non ha un PC? Così a venirci in contro è stato il pensiero di utilizzare gli smartphone, se non tutti hanno un PC in casa, almeno uno smartphone lo hanno proprio tutti! Allora abbiamo pensato di trasformare le videochiamate in “videospiegazioni” , la fotocamera ha preso a fotografare pagine di quaderni, abbiamo iniziato a cercare e scaricare giochi didattici! (ci voleva il virus per farci capire che i bambini devono imparare giocando), abbiamo esplorato i video che YouTube ci mette a disposizione per far comprendere alcuni argomenti ai bambini…..

Forse per la prima volta i nostri alunni capiranno per esperienza che lo smartphone non è soltanto uno strumento per giocare o ascoltare musica, non è soltanto quel mostro che, troppo spesso, li priva degli sguardi e dell’attenzione preziosa dei loro genitori, forse capiranno finalmente che lo smartphone può servire ad imparare, a scoprire, può addirittura unirci, tenerci compatti e connessi.

Essere docente di sostegno durante i tempi del Coronavirus mi ha messo di fronte ad una camera, ho dovuto vincere la timidezza, il mio alunno deve capire il concetto di decina, ci stavo provando in vari modi, il cervello dei bambini inizia a comprendere i concetti astratti all’età di circa 9 anni, c’è bisogno di tanta pratica, ho pensato di introdurre il concetto inventando e raccontando una storia, spero apprezzerà il mio sforzo, anche se fatto in “emergenza” , condivido il video anche con voi perché se può essere di aiuto a qualche altro alunno, posso solo esserne contenta:

https://youtu.be/xUTXbWOrbGE

All’ascolto di questa storia vanno poi accompagnate diverse attività, si può pensare alla rappresentazione sul quaderno della storia, alla realizzazione del pesce palla rosso con la plastilina, e poi passare da questo all’abaco, e così via.

È un tempo di ansie, ma questo momento di riflessione su quanto di positivo sta nascendo, mi ha fatto tirare un respiro di sollievo 🙂

Angela Orlando

Pubblicato in: #decorazioni

Come realizzare una ghirlanda di lavanda


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Giugno è il favoloso mese in cui spuntano e si colorano le profumatissime spighe di Lavanda!

La Lavanda con i suoi aromi ha innumerevoli proprietà benefiche sia fisiche che psicologiche!

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Andando oltre i soliti sacchettini profuma biancheria e gli infusi, oggi vi propongo la realizzazione di questa ghirlanda benefica! Non solo sarà una decorazione carinissima in stile naturale per il vostro portone, sarà anche utile ad allontanare le zanzare e sollevare l’umore di chi l’annusa! Inoltre, realizzarla per chi coltiva questa pianta è molto divertente e vi farà davvero bene!

COME FARE:

-Procuratevi in (largo nel mio caso perché ho acquistato da un sito particolarmente lento nelle spedizioni) anticipo una ghirlanda di legnetti. Io l’ho presa qui:

http://www.wish.com/share/6535etmsgh

-Raccogliete le vostre spighe: tagliate solo quelle sulle quali i fiori sono ancora boccioli di color violetto e non ancora sbocciati, è preferibile svolgere questa operazione di primo mattino quando le spighe sono rinvigorite dalla brina e dalla frescura della notte trascorsa.

-Create quindi dei mazzetti e lasciateli a testa in giù all’ombra per 3/4 giorni:

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-Una volta essiccate, le spighe sprigioneranno ancor di più il loro aroma, a questo punto procuratevi: forbici, filo di cotone verde, fil di ferro, la ghirlanda di legnetti e tanta voglia di rilassarvi!

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-Sciogliete i mazzetti che avevate messo ad essiccare; createne tanti piccoli legandoli ben stretti. In una ghirlana da 30cm di diametro, ho utilizzato circa 15 mazzettini ciascuno da 6/7 spighe disposte in maniera irregolare; una volta chiuso il mazzetto con il cotone, tagliate i lunghi steli tutti alla stezza altezza (ogni mazzettino sarà lungo dai 12 ai 18cm).

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-Disponete i mazzettini sulla ghirlanda di legnetti partendo dal punto in alto a sinistra e legandoli uno per uno con dello spago e del fil di ferro. Avrete completato così la prima metà:

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-Ora adornate il lato opposto disponendo e legando i mazzetti dal punto più basso a destra della vostra ghirlanda e nel verso opposto rispetto a come li avete posti prima.

-Scegliete un bel nastro, del colore che più preferite, o meglio, seguendo la teoria dei colori. Potete abbinare un giallo/beige (complementare al colore della lavanda) per far maggiormente risaltare i toni o se, come me, preferite restare su un accostamento più naturalistico scegliete un verde felce o un marroncino. Ed ecco il risultato!

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BUON RELAX E BUONA CREAZIONE!

 

Angela Orlando ☼

 

 

 

 

Pubblicato in: attività per bambini

La legalità spiegata ai bambini. Attività

 

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“La legalità non si insegna, si dimostra”.

Vero, ma “…solo coltivando fin da piccoli, e nei gesti più semplici, una sana cultura del rispetto delle regole si diventa adulti responsabili” (Achille Serra)

affrontare questa tematica con i nostri alunni li aiuterà a diventare cittadini più consapevoli, li sensibilizzerà e farà riflettere. Ma come fare quando gli alunni sono ancora troppo piccoli per un concetto così importante? Mai sottovalutarli! Con le giuste strategie possiamo avviarli alla conoscenza dei concetti più alti, ovviamente questa è una tematica che sarà ripresa e consolidata nel tempo, così come si fa per molti altri concetti, per le tabelline, l’analisi grammaticale, ecc.

Sembrerebbe una tematica banale da affrontare, come leggevo in un’intervista proprio ad Achille Serra:”Nessuna mamma e nessun papà responsabile, però, insegna ai figli a rubare oppure a infrangere il Codice della strada… «Non basta. Se, per esempio, di fronte all’ennesimo brutto voto il genitore dice: “Non preoccuparti, parlo io con l’insegnante” trasmette al figlio la convinzione che, per “farcela”, nella vita è lecito chiedere dei favori, trovare delle corsie preferenziali. Così valori e principi, come quello della meritocrazia, saltano. I genitori oggi, bisogna riconoscerlo, sono chiamati a un compito che, per come è cambiata la nostra società, è diventato davvero molto difficile: insegnare a distinguere quello che è giusto da quello che è sbagliato perché va contro gli interessi di tutti».

Ma torniamo al mondo dell’insegnamento e alle attività affrontate quest’anno con gli alunni di alcune classi prime.

Ad accorrere in nostro aiuto, come spesso capita nelle situazioni più complesse, arriva la narrazione! Essa è da sempre usata dall’essere umano. È uno strumento importante di interpretazione della realtà per interagire con il mondo sociale nel quale noi essere umani viviamo. È dunque un modo per comprendere tutto quanto ci circonda e per trasmetterlo agli altri, è uno strumento che attiva il processo di facilitazione del sapere.

Ecco perchè punto cardine di questa attività è stata la visione di una video-storia, già presente sulla piattaforma Youtube, al quale ho solo inserito la voce narrante di sottofondo perché, come ogni attività che progetto, essa viene pensata e costruita in maniera inclusiva, se avessi lasciato solo le scritte, non avrei preso in considerazione gli alunni con difficoltà di lettura.

Ecco il video con la storia del formicaio: https://www.youtube.com/watch?v=eR8eGIscd-U

SVILUPPO DELLE ATTIVITA’:

   1. INTRODUZIONE DEL CONCETTO DI LEGALITA’      ATTRAVERSO UNA DISCUSSIONE E UN PICCOLO GIOCO

In questa prima fase si spiega agli alunni che affronteranno un discorso importante; si chiede loro se hanno mai udito la parola legalità , si parte da ciò che già conoscono in merito e per aiutarli bene a comprendere si propone un giochino: l’insegnate chiede agli alunni di cantare, senza dare alcuna indicazione; gli alunni faranno confusione , non si sentirà alcuna musica ma solo tanti rumori discordanti; l’insegnante allora chiede:“Cosa abbiamo sbagliato?” “Di cosa abbiamo bisogno?” si giunge insieme a comprendere che quando non ci sono regole, c’è solo una gran confusione!

     2. VISIONE ED ASCOLTO VIDEO-STORIA

Gli alunni guardano alla LIM almeno un paio di volte il video: https://www.youtube.com/watch?v=eR8eGIscd-U

Si discute tutti insieme in merito alla storia narrata nel video, dando libera espressione a ciò che ciascun alunno ha compreso, se necessario si utilizzano domande guidate.

Si ascoltano poi  altre due canzoni:

Anche nell’amicizia c’è bisogno di rispettare delle regole: https://www.youtube.com/watch?v=wUH5d18jxhM

-Rispettare le regole e gli altri talvolta non è facile, c’è bisogno di impegno e CORAGGIO:

 

   3. BRAINSTORMING

A questo punto si chiede agli alunni di chiudere gli occhi per 5minuti ripensando a quanto detto ed ascoltato; una volta riaperti gli occhi ogni alunno dice la prima parola che gli viene in mente, uno per volta, dando la possibilità all’insegnante di scrivere le parole alla LIM

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   4. PRODUZIONE DI UN DISEGNO LIBERO ED UNA FRASE A PIACERE PER LA REALIZZAZIONE DI UN CARTELLONE

Ciascun alunno in questa fase finale, formalizzerà quanto compreso con un disegno libero ed una frase a piacere su delle nuvolette colorate, così da realizzare questo cartellone:

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Buona Creazione!

 

Angela Orlando ☼

 

 

Pubblicato in: Pensieri

Chi non è in pace con se stesso è in guerra con il mondo

“Non si può vivere in pace con il mondo, se prima non si è imparato a fare la pace con se stessi. È una di quelle verità talmente semplici ed evidenti che, paradossalmente, la maggior parte delle persone vive la propria intera esistenza senza vederle, pur passando accanto ad esse ogni giorno e ogni ora, sfiorandole e quasi andando ad inciamparvi sopra.”

Sembra banale ma è complesso, difficile ammettere a se stessi che c’è un problema, la maggior parte delle volte si nasconde la testa sotto la sabbia… si ha paura o si pensa che il nostro malessere derivi da fattori esterni, dagli altri e non da noi stessi .

“La grande maggioranza degli uomini e delle donne che affollano le nostre città, che si stipano nei grandi magazzini, che si stordiscono nelle discoteche, non si amano e non si stimano; ed è proprio a causa di tale disamore e di tale disistima che fuggono la solitudine, perché solo chi è in pace con se stesso la può vivere serenamente, in ascolto della propria anima; mentre chi non lo è, fa di tutto per stringersi alla massa anonima degli altri, nella gran confusione ove tutti sembrano uguali e, perciò, pare che sia più facile portare il peso che è comune a tanti: quello del poco amore e della poca considerazione per se stessi.

Ma è un’illusione, evidentemente; e la ricetta è perfino peggiore del male.

Ora, la maniera più drastica del non volersi bene è il non essere disposti a perdonarsi; e, pertanto, vivere portandosi dietro un greve, opprimente senso di colpa.

Anche qui, le apparenze potrebbero facilmente ingannare: perché l’apparenza è che mai, come oggi, le persone siano state inclini a passare sopra i propri errori e le proprie colpe, dimenticandosene fin troppo in fretta e creando, così, le condizioni perché tali errori e tali colpe si ripetano altre dieci, cento e mille volte.

Di questa duplice apparenza, solo la seconda parte è vera, vale a dire la tendenza a reiterare, per insufficiente o assente esame interiore, sempre gli stessi sbagli, con stolida, monotona perseveranza; ma è errata la prima: perché il fatto di non mostrare rimorso o pentimento per i propri errori e per le proprie colpe non significa che il rimorso non vi sia e, forse, anche il pentimento: significa solo che la coscienza ha deciso di ricacciarli indietro, nelle pieghe più profonde dell’anima, il più lontano possibile dalla luce della consapevolezza.

Ma le colpe e gli errori, non perdonati e respinti nei livelli più nascosti dell’anima, fermentano, marciscono, imputridiscono: mandano un terribile cattivo odore, si trasformano in qualcosa che non darà tregua a colui che ne è caduto vittima, per quanto egli possa stordirsi con mille diversivi e con mille ingannevoli distrazioni.

Ciascuno di noi è fatto essenzialmente di energia: energia che può diventare positiva o negativa, a seconda di come noi decidiamo di porci nei confronti della vita e di come siamo capaci di vivere le nostre emozioni.

Una cosa è certa: l’energia non può rimanere rinchiusa all’interno della persona. Essa preme per venire alla luce, per estrinsecarsi, per diffondersi tutto intorno; e, se viene ricacciata all’interno, si trasforma drammaticamente in energia distruttiva.

Quando la persona che inibisce la propria verità interiore, che non si perdona e che non si ama, ha finito di consumare tutta la propria energia innata, trasformandola in negativa, allora incomincia ad espellerla all’esterno, investendo coloro che le stanno intorno, a cominciare dai familiari e da quanti le vivono materialmente e spiritualmente più vicini. È questa una delle principali manifestazioni del cosiddetto vampirismo psichico: l’anima sofferente, dilaniata dal proprio tormento, di cui – non di rado – non è neppure pienamente consapevole, cerca istintivamente di afferrarsi a quanti le stanno intorno.

Altre manifestazioni sono la gelosia patologica, l’invidia cronica, la malevolenza sistematica, l’odio, il rancore, l’ardente desiderio di vendetta: perché, analizzando ciascuno di questi stati dell’essere, non si tarda ad accorgersi che ciò che li origina non è, veramente (come sembrerebbe), un sentimento negativo nei confronti del prossimo, ma un sentimento negativo nei confronti di se stessi.

Chi si ama, non odia nessuno; chi è in pace con se stesso, non serba rancore per tutta la vita e non insegue la brama di vendicarsi, alla prima occasione, delle offese patite, vere o presunte che esse siano. Chi bandisce le crociate, chi predica la guerra e chi promette un Paradiso da imporre con la violenza, non possiede neanche un briciolo di amore e di stima per se stesso: se li avesse, saprebbe che tutto l’odio che egli rivolge ai supposti nemici esterni (di classe, di razza, di religione) non è che una proiezione del disprezzo che egli nutre nei confronti di se stesso.

Non bisogna credere a quanti dicono di essere pronti a fare qualunque sacrificio per amore della persona amata, ma si aspettano di ricevere in cambio almeno altrettanto: non sono capaci di amare gli altri, perché non amano se stessi.

Molte persone si puniscono oscuramente, imboccando strade sbagliate, per procurarsi sofferenze e per inibirsi la possibilità di essere felici.

Dobbiamo imparare ad elaborare le nostre emozioni e far sì che le nostre energie psichiche non ristagnino e non degenerino in una palude miasmatica, ma conservino la freschezza e la trasparenza delle acque correnti.

E per fare questo, non c’è che una strada: quella della conoscenza di sé; che porta, automaticamente – e sia pure dopo un percorso più o meno lungo e faticoso – a rappacificarsi con se stessi, a perdonarsi, a volersi un po’ di bene, a stimarsi e a ritenersi degni di poter essere felici.

Vi è una cosa che aiuta moltissimo ad acquisire una tale consapevolezza: il fatto che noi siamo degni del nostro amore, e quindi del nostro perdono, perché non veniamo dal caso, ma dall’Essere, che è Amore: noi non esisteremmo, se non vi fosse l’Amore; dunque, siamo anche amabili, degni di stima e meritevoli di raggiungere la felicità.

Riflessione tratta in gran parte da uno scritto di F. Lamendola

Pubblicato in: attività per bambini, Pensieri

Strategie ed attività per sviluppare la memoria

Così come esistono diversi tipi di intelligenza (come sperimenta H. Gardner nel suo “Formae Mentis”) esistono anche diversi tipi di memoria. Tra i principali troviamo:

-la memoria procedurale o implicita che riguarda sia i comportamenti appresi (come guidare, sciare, nuotare, ecc.), sia gli schemi legati alla struttura del carattere della persona che tendono a ripetersi nel tempo;

-la memoria semantica cioè quella fondata sugli elementi appresi una volta per tutte e quindi entrati in categorizzazioni fisse (la data della scoperta dell’America, quella di nascita di un autore famoso, ecc..);

-la memoria episodica o autobiografica rivolta alla conservazione di elementi unici ed irripetibili. È la memoria che coglie la specificità di un vissuto, il suo essere riconoscibile perché unico e fortemente emozionale: esempi di questa memoria possono essere la casa dei nonni, il profumo della propria madre, ecc..;

-la memoria iconica: è la memoria che consente di trattenere una certa quantità di informazioni di tipo visuale e/o spaziali che vanno a collocarsi nella memoria recente;

-memoria fotografica o visiva è quella che consente di conservare le impressioni visive (parole, linee, forme, colori, fisionomia di una persona incontrata una sola volta, ecc.). Chi dispone di sviluppata memoria fotografica per apprendere la lezione la scrive, o visualizza la pagina del libro;

-Memoria uditiva è legata al ricordo di sequenze sonore piuttosto che di timbri musicali e la memoria motoria che facilita la memorizzazione di sequenze motorie del corpo.

Inoltre, “La letteratura scientifica descrive tre fasi principali dei processi di elaborazione mnestica: la fase di codifica, la fase di ritenzione e la fase di recupero.

La Fase di codifica: si riferisce al modo in cui l’informazione viene inserita in un contesto di informazioni precedenti. Tale nuova informazione viene trasformata in un codice che la memoria riconosce. Il processo di codifica viene influenzato da diversi fattori, tra cui sia le caratteristiche dello stimolo che fattori emotivo-cognitivi-motivazionali del soggetto; la fase di ritenzione: il ricordo viene consolidato e stabilizzato in una condizione stabile e a lungo termine; e la fase di recupero: consiste nel recuperare l’informazione e il ricordo dalla memoria a lungo termine alla memoria di lavoro affinche’ venga utilizzata. …

L’intero processo di elaborazione mnestica nelle sue diverse fasi puo’ essere influenzato da diversi fattori attentivi e motivazionali, dalla profondita’ di elaborazione dello stimolo in fase di codifica, nonche’ dalla rilevanza emotiva dello stesso stimolo, e dall’umore e dallo stato emotivo del soggetto.”
Per saperne di più: https://www.stateofmind.it/tag/memoria/

Partire da queste consapevolezze è fondamentale quando ci troviamo di fronte ad un bambino con serie difficoltà di memoria e apprendimento.

Con questo articolo condivido con voi semplicemente ciò che di più importante e produttivo ho sperimentato durante la mia esperienza da insegnante di sostegno nel corso degli ultimi mesi, in particolare, con un alunno che fatica molto a trattenere nella sua memoria le informazioni, e ,per il quale sembrava impossibile (fino a prima di riuscire a sfruttare il suo punto di forza) l’associazione grafemo-fonema.

Vi ho parlato di punto di forza, ebbene si, in queste situazioni è fondamentale riuscire a trovarlo e partire da quello per realizzare una didattica ad hoc che innesca quella che io definisco una reazione a catena di apprendimenti successivi.

Punti di forza del mio G. sono sia la memoria iconica che quella visiva o fotografica, guardate che disegno (libero) meraviglioso della terra e della luna ha realizzato a soli 5 anni e mezzo i primi mesi di scuola:

disegno gabry

Già allora intuii le sue doti da osservatore attentissimo e parlare di “difficoltà di memoria” di fronte ad un disegno simile e così dettagliato mi sembrò un paradosso, difficoltà di memoria okkei, ma rispetto a quale delle tante?

La memoria, come abbiamo scoperto, è strettamente connessa alle emozioni, infatti per insegnare bisogna “emozionare”, ciò favorisce l’acquisizione di informazioni. Non è un caso se, inoltre, il mio alunno G. ricorda in maniera più immediata le cose che lo hanno “colpito” o emozionato come quando per puro caso, introducendo la consonante P feci segno di dargli un pugno dicendo “PAM!” e lui di tutte le lettere affrontate fino a quel momento ricordava solo la P 😂 !

Ecco allora una serie di strategie ed attività volte a favorire l’acquisizione di informazioni e l’apprendimento, e non solo per gli alunni che hanno difficoltà! Un apprendimento, infatti, per essere significativo e lasciare tracce nella memoria ha bisogno di essere COSTRUITO seguendo varie attività che toccano i diversi tipi di memoria sopra descritti, perchè CIASCUN alunno ha un suo modo di apprendere e, come ognuno di noi, una tipologia di memoria più sviluppata delle altre!

  1. SFRUTTARE CORPO E MOVIMENTO:

Possiamo insegnare attraverso il gioco, il corpo ed il movimento attivando così la memoria motoria:

Disponete i numeri da 0 a 10 (ciascuno scritto su un foglio) sul pavimento della palestra; disponete poi, in fila, dei cerchi di due colori diversi uno davanti all’altro, per esempio 3 blu e 2 verdi, i bambini dovranno compiere dei saltelli in essi contando e addizionando 3+2 e prendendo dai numeri il risultato esatto.

Così come per le addizioni, possiamo far divertire i nostri alunni con le altre operazioni (la matematica i primi anni scolastici deve essere soprattutto azione), favorendo un apprendimento significativo, che RESTA.

2) SFRUTTARE LA MEMORIA ICONICA RICHIAMANDOLA QUOTIDIANAMENTE

Questo è il caso dell’idea di far realizzare produzioni grafiche da apporre in classe o sui singoli banchi dei nostri alunni o sulle pareti della nostra aula. L’idea per G. è stata quella di lasciare la linea dei numeri (per la sua difficoltà di associazione quantità-numero) e la scritta del suo nome sul banco (protetta dallo scotch trasparente posto sopra) , per poterle utilizzare quotidianamente e familiarizzare con questi simboli sempre più:

3) EMOZIONARE ED ATTIVARE LA MEMORIA MUSICALE

Emozionare in educazione è progettare attività che coinvolgano gli alunni perché in linea con i loro piaceri ed i loro interessi ed in questo non ci sono ricette perché ciascun alunno è unico, ma posso darvi una mano per quanto concerne la memoria musicale che non è solo legata alle comuni “canzoncine” ma anche alle filastrocche con le rime che hanno un ottimo riscontro nella memoria degli alunni. Tutti infatti ricordiamo la classica “30 giorni a Novembre con Aprile, Giugno e Settembre..” e chi ancora non ricorre ad essa per ricordarsi quanti giorni ha uno specifico mese! 😂 Ebbene, di esse possiamo fare un buon utilizzo quando si tratta di far memorizzare concetti semplici o complessi, a seconda dei casi. Vi ricordo, in relazione a questo, un mio recente articolo contenente la filastrocca delle vocali: LAPBOOK DELLE VOCALI

4) ASSOCIARE I SIMBOLI GRAFICI, I GRAFEMI O I NUMERI AD IMMAGINI

In questo caso andiamo a richiamare la memoria visiva. Possiamo divertirci a farlo in modo davvero creativo ed è grazie a questo metodo che finalmente il mio G. è riuscito a memorizzare tutte le lettere! Con mia incredibile sorpresa ora riusciamo a comporre un dettato e lavorare con le sillabe! Ecco perché ho imparato che un apprendimento in età evolutiva scatena reazioni a catena per quelli successivi!

L’idea non è stata quella del metodo Bortolato ovvero associare ad esempio l’immagine dell’altalena alla A (dato che nel caso di una grave difficoltà di associazione grafemo-fonema questa non funzionava) ma è stata quella di inserire prorpio l’altalena nella vocale A! Ecco le immagini che ho realizzato e che potete scaricare!

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Questo metodo lo ha provato anche una mia collega ed amica che ha subito riscontrato l’efficacia con un suo alunno!

Grazie alle lettere realizzate in questo modo G. riesce a scrivere se io le detto

e riusciamo anche ad utilizzare le sillabe per comporre le parole!!!

Spero che questo articolo vi possa servire da spunto e fare tanto bene ai nostri cari cittadini del domani!

Se vi va, fatemi sapere com’è andata! Buona creazione!

Angela Orlando ☼