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La legalità spiegata ai bambini. Attività

 

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“La legalità non si insegna, si dimostra”.

Vero, ma “…solo coltivando fin da piccoli, e nei gesti più semplici, una sana cultura del rispetto delle regole si diventa adulti responsabili” (Achille Serra)

affrontare questa tematica con i nostri alunni li aiuterà a diventare cittadini più consapevoli, li sensibilizzerà e farà riflettere. Ma come fare quando gli alunni sono ancora troppo piccoli per un concetto così importante? Mai sottovalutarli! Con le giuste strategie possiamo avviarli alla conoscenza dei concetti più alti, ovviamente questa è una tematica che sarà ripresa e consolidata nel tempo, così come si fa per molti altri concetti, per le tabelline, l’analisi grammaticale, ecc.

Sembrerebbe una tematica banale da affrontare, come leggevo in un’intervista proprio ad Achille Serra:”Nessuna mamma e nessun papà responsabile, però, insegna ai figli a rubare oppure a infrangere il Codice della strada… «Non basta. Se, per esempio, di fronte all’ennesimo brutto voto il genitore dice: “Non preoccuparti, parlo io con l’insegnante” trasmette al figlio la convinzione che, per “farcela”, nella vita è lecito chiedere dei favori, trovare delle corsie preferenziali. Così valori e principi, come quello della meritocrazia, saltano. I genitori oggi, bisogna riconoscerlo, sono chiamati a un compito che, per come è cambiata la nostra società, è diventato davvero molto difficile: insegnare a distinguere quello che è giusto da quello che è sbagliato perché va contro gli interessi di tutti».

Ma torniamo al mondo dell’insegnamento e alle attività affrontate quest’anno con gli alunni di alcune classi prime.

Ad accorrere in nostro aiuto, come spesso capita nelle situazioni più complesse, arriva la narrazione! Essa è da sempre usata dall’essere umano. È uno strumento importante di interpretazione della realtà per interagire con il mondo sociale nel quale noi essere umani viviamo. È dunque un modo per comprendere tutto quanto ci circonda e per trasmetterlo agli altri, è uno strumento che attiva il processo di facilitazione del sapere.

Ecco perchè punto cardine di questa attività è stata la visione di una video-storia, già presente sulla piattaforma Youtube, al quale ho solo inserito la voce narrante di sottofondo perché, come ogni attività che progetto, essa viene pensata e costruita in maniera inclusiva, se avessi lasciato solo le scritte, non avrei preso in considerazione gli alunni con difficoltà di lettura.

Ecco il video con la storia del formicaio: https://www.youtube.com/watch?v=eR8eGIscd-U

SVILUPPO DELLE ATTIVITA’:

   1. INTRODUZIONE DEL CONCETTO DI LEGALITA’      ATTRAVERSO UNA DISCUSSIONE E UN PICCOLO GIOCO

In questa prima fase si spiega agli alunni che affronteranno un discorso importante; si chiede loro se hanno mai udito la parola legalità , si parte da ciò che già conoscono in merito e per aiutarli bene a comprendere si propone un giochino: l’insegnate chiede agli alunni di cantare, senza dare alcuna indicazione; gli alunni faranno confusione , non si sentirà alcuna musica ma solo tanti rumori discordanti; l’insegnante allora chiede:“Cosa abbiamo sbagliato?” “Di cosa abbiamo bisogno?” si giunge insieme a comprendere che quando non ci sono regole, c’è solo una gran confusione!

     2. VISIONE ED ASCOLTO VIDEO-STORIA

Gli alunni guardano alla LIM almeno un paio di volte il video: https://www.youtube.com/watch?v=eR8eGIscd-U

Si discute tutti insieme in merito alla storia narrata nel video, dando libera espressione a ciò che ciascun alunno ha compreso, se necessario si utilizzano domande guidate.

Si ascoltano poi  altre due canzoni:

Anche nell’amicizia c’è bisogno di rispettare delle regole: https://www.youtube.com/watch?v=wUH5d18jxhM

-Rispettare le regole e gli altri talvolta non è facile, c’è bisogno di impegno e CORAGGIO:

 

   3. BRAINSTORMING

A questo punto si chiede agli alunni di chiudere gli occhi per 5minuti ripensando a quanto detto ed ascoltato; una volta riaperti gli occhi ogni alunno dice la prima parola che gli viene in mente, uno per volta, dando la possibilità all’insegnante di scrivere le parole alla LIM

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   4. PRODUZIONE DI UN DISEGNO LIBERO ED UNA FRASE A PIACERE PER LA REALIZZAZIONE DI UN CARTELLONE

Ciascun alunno in questa fase finale, formalizzerà quanto compreso con un disegno libero ed una frase a piacere su delle nuvolette colorate, così da realizzare questo cartellone:

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Buona Creazione!

 

Angela Orlando ☼

 

 

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Strategie ed attività per sviluppare la memoria

Così come esistono diversi tipi di intelligenza (come sperimenta H. Gardner nel suo “Formae Mentis”) esistono anche diversi tipi di memoria. Tra i principali troviamo:

-la memoria procedurale o implicita che riguarda sia i comportamenti appresi (come guidare, sciare, nuotare, ecc.), sia gli schemi legati alla struttura del carattere della persona che tendono a ripetersi nel tempo;

-la memoria semantica cioè quella fondata sugli elementi appresi una volta per tutte e quindi entrati in categorizzazioni fisse (la data della scoperta dell’America, quella di nascita di un autore famoso, ecc..);

-la memoria episodica o autobiografica rivolta alla conservazione di elementi unici ed irripetibili. È la memoria che coglie la specificità di un vissuto, il suo essere riconoscibile perché unico e fortemente emozionale: esempi di questa memoria possono essere la casa dei nonni, il profumo della propria madre, ecc..;

-la memoria iconica: è la memoria che consente di trattenere una certa quantità di informazioni di tipo visuale e/o spaziali che vanno a collocarsi nella memoria recente;

-memoria fotografica o visiva è quella che consente di conservare le impressioni visive (parole, linee, forme, colori, fisionomia di una persona incontrata una sola volta, ecc.). Chi dispone di sviluppata memoria fotografica per apprendere la lezione la scrive, o visualizza la pagina del libro;

-Memoria uditiva è legata al ricordo di sequenze sonore piuttosto che di timbri musicali e la memoria motoria che facilita la memorizzazione di sequenze motorie del corpo.

Inoltre, “La letteratura scientifica descrive tre fasi principali dei processi di elaborazione mnestica: la fase di codifica, la fase di ritenzione e la fase di recupero.

La Fase di codifica: si riferisce al modo in cui l’informazione viene inserita in un contesto di informazioni precedenti. Tale nuova informazione viene trasformata in un codice che la memoria riconosce. Il processo di codifica viene influenzato da diversi fattori, tra cui sia le caratteristiche dello stimolo che fattori emotivo-cognitivi-motivazionali del soggetto; la fase di ritenzione: il ricordo viene consolidato e stabilizzato in una condizione stabile e a lungo termine; e la fase di recupero: consiste nel recuperare l’informazione e il ricordo dalla memoria a lungo termine alla memoria di lavoro affinche’ venga utilizzata. …

L’intero processo di elaborazione mnestica nelle sue diverse fasi puo’ essere influenzato da diversi fattori attentivi e motivazionali, dalla profondita’ di elaborazione dello stimolo in fase di codifica, nonche’ dalla rilevanza emotiva dello stesso stimolo, e dall’umore e dallo stato emotivo del soggetto.”
Per saperne di più: https://www.stateofmind.it/tag/memoria/

Partire da queste consapevolezze è fondamentale quando ci troviamo di fronte ad un bambino con serie difficoltà di memoria e apprendimento.

Con questo articolo condivido con voi semplicemente ciò che di più importante e produttivo ho sperimentato durante la mia esperienza da insegnante di sostegno nel corso degli ultimi mesi, in particolare, con un alunno che fatica molto a trattenere nella sua memoria le informazioni, e ,per il quale sembrava impossibile (fino a prima di riuscire a sfruttare il suo punto di forza) l’associazione grafemo-fonema.

Vi ho parlato di punto di forza, ebbene si, in queste situazioni è fondamentale riuscire a trovarlo e partire da quello per realizzare una didattica ad hoc che innesca quella che io definisco una reazione a catena di apprendimenti successivi.

Punti di forza del mio G. sono sia la memoria iconica che quella visiva o fotografica, guardate che disegno (libero) meraviglioso della terra e della luna ha realizzato a soli 5 anni e mezzo i primi mesi di scuola:

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Già allora intuii le sue doti da osservatore attentissimo e parlare di “difficoltà di memoria” di fronte ad un disegno simile e così dettagliato mi sembrò un paradosso, difficoltà di memoria okkei, ma rispetto a quale delle tante?

La memoria, come abbiamo scoperto, è strettamente connessa alle emozioni, infatti per insegnare bisogna “emozionare”, ciò favorisce l’acquisizione di informazioni. Non è un caso se, inoltre, il mio alunno G. ricorda in maniera più immediata le cose che lo hanno “colpito” o emozionato come quando per puro caso, introducendo la consonante P feci segno di dargli un pugno dicendo “PAM!” e lui di tutte le lettere affrontate fino a quel momento ricordava solo la P 😂 !

Ecco allora una serie di strategie ed attività volte a favorire l’acquisizione di informazioni e l’apprendimento, e non solo per gli alunni che hanno difficoltà! Un apprendimento, infatti, per essere significativo e lasciare tracce nella memoria ha bisogno di essere COSTRUITO seguendo varie attività che toccano i diversi tipi di memoria sopra descritti, perchè CIASCUN alunno ha un suo modo di apprendere e, come ognuno di noi, una tipologia di memoria più sviluppata delle altre!

  1. SFRUTTARE CORPO E MOVIMENTO:

Possiamo insegnare attraverso il gioco, il corpo ed il movimento attivando così la memoria motoria:

Disponete i numeri da 0 a 10 (ciascuno scritto su un foglio) sul pavimento della palestra; disponete poi, in fila, dei cerchi di due colori diversi uno davanti all’altro, per esempio 3 blu e 2 verdi, i bambini dovranno compiere dei saltelli in essi contando e addizionando 3+2 e prendendo dai numeri il risultato esatto.

Così come per le addizioni, possiamo far divertire i nostri alunni con le altre operazioni (la matematica i primi anni scolastici deve essere soprattutto azione), favorendo un apprendimento significativo, che RESTA.

2) SFRUTTARE LA MEMORIA ICONICA RICHIAMANDOLA QUOTIDIANAMENTE

Questo è il caso dell’idea di far realizzare produzioni grafiche da apporre in classe o sui singoli banchi dei nostri alunni o sulle pareti della nostra aula. L’idea per G. è stata quella di lasciare la linea dei numeri (per la sua difficoltà di associazione quantità-numero) e la scritta del suo nome sul banco (protetta dallo scotch trasparente posto sopra) , per poterle utilizzare quotidianamente e familiarizzare con questi simboli sempre più:

3) EMOZIONARE ED ATTIVARE LA MEMORIA MUSICALE

Emozionare in educazione è progettare attività che coinvolgano gli alunni perché in linea con i loro piaceri ed i loro interessi ed in questo non ci sono ricette perché ciascun alunno è unico, ma posso darvi una mano per quanto concerne la memoria musicale che non è solo legata alle comuni “canzoncine” ma anche alle filastrocche con le rime che hanno un ottimo riscontro nella memoria degli alunni. Tutti infatti ricordiamo la classica “30 giorni a Novembre con Aprile, Giugno e Settembre..” e chi ancora non ricorre ad essa per ricordarsi quanti giorni ha uno specifico mese! 😂 Ebbene, di esse possiamo fare un buon utilizzo quando si tratta di far memorizzare concetti semplici o complessi, a seconda dei casi. Vi ricordo, in relazione a questo, un mio recente articolo contenente la filastrocca delle vocali: LAPBOOK DELLE VOCALI

4) ASSOCIARE I SIMBOLI GRAFICI, I GRAFEMI O I NUMERI AD IMMAGINI

In questo caso andiamo a richiamare la memoria visiva. Possiamo divertirci a farlo in modo davvero creativo ed è grazie a questo metodo che finalmente il mio G. è riuscito a memorizzare tutte le lettere! Con mia incredibile sorpresa ora riusciamo a comporre un dettato e lavorare con le sillabe! Ecco perché ho imparato che un apprendimento in età evolutiva scatena reazioni a catena per quelli successivi!

L’idea non è stata quella del metodo Bortolato ovvero associare ad esempio l’immagine dell’altalena alla A (dato che nel caso di una grave difficoltà di associazione grafemo-fonema questa non funzionava) ma è stata quella di inserire prorpio l’altalena nella vocale A! Ecco le immagini che ho realizzato e che potete scaricare!

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Questo metodo lo ha provato anche una mia collega ed amica che ha subito riscontrato l’efficacia con un suo alunno!

Grazie alle lettere realizzate in questo modo G. riesce a scrivere se io le detto

e riusciamo anche ad utilizzare le sillabe per comporre le parole!!!

Spero che questo articolo vi possa servire da spunto e fare tanto bene ai nostri cari cittadini del domani!

Se vi va, fatemi sapere com’è andata! Buona creazione!

Angela Orlando ☼

Pubblicato in: attività per bambini

Avvio alla CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa)

Scrivo questo articolo con il cuore pieno di gioia perché non pensavo di riuscire a proporre, già in questo periodo dell’anno scolastico, la CAA ad una mia alunna.

Qando a Novembre ho scritto nel suo PEI che necessitava di comunicazione aumentativa alternativa… lo ammetto, non credevo che ce l’avremmo fatta ad introdurla entro quest’anno, ma ci speravo…

e l’amore, la speranza e l’impegno spesso compiono “miracoli” facendoci ritrovare di fronte a quelli che io definisco “miracoli educativi” , quelli che avvengono quando sull’onda del coinvolgimento entrano anche la famiglia ed i terapisti, ed improvvisamente si restituisce dignità all’essere umano, riconoscimento, valore.

“Con Comunicazione Aumentativa e Alternativa (detta anche CAA) si indica un insieme di conoscenze, tecniche, strategie e tecnologie atte a semplificare ed incrementare la comunicazione nelle persone che hanno difficoltà ad usare i più comuni canali comunicativi, con particolare riguardo al linguaggio orale e alla scrittura.

Viene definita Aumentativa in quanto non si limita a sostituire o a proporre nuove modalità comunicative ma, analizzando le competenze del soggetto, indica strategie per incrementare le stesse (ad esempio le vocalizzazioni o il linguaggio verbale esistente, i gesti, nonché i segni). Viene definita Alternativa in quanto si avvale di strategie e tecniche diverse dal linguaggio parlato.

Tale “approccio” ha come obiettivo la creazione di opportunità di reale comunicazione e di effettivo coinvolgimento della persona; pertanto dev’essere flessibile e su misura della persona stessa.” da Wikipedia

Scrivo questo articolo perché credo che sia importante, avviare dolcemente e passo dopo passo gli alunni all’uso di questa tipologia di comunicazione, partendo proprio da qualcosa di concreto e a loro familiare.

Parlo di avvio alla CAA proprio per questo, quella che ho realizzato, rispetta esattamente i due criteri: “flessibilità” e “su misura della persona” , ho cercato di adoperare qualcosa di familiare alla mia alunna, di quotidiano.

Ho pensato, allora, di prendere il mio smartphone e scattare delle foto: la classe vuota; la classe con gli alunni; la palestra; la sua merenda; la sua mamma; il suo deambulatore, ecc… le ho modificate al pc rendendole più chiare, inserendo delle scritte belle grandi e le ho stampate e plastificate! Ecco un esempio del file creato per la stampa:

4.CAA

Devo dire che è stata un’esperienza ben riuscita! La mia alunna adora queste immagini, interagisce con esse, si diverte:

ed abbiamo organizzato questo pannello di cartone per raccontare la sua giornata scolastica e comporre semplici frasi:


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Come tutti gli altri pannelli realizzati da me anche questo è fatto con cartone riciclato e ricoperto, ho utilizzato poi del semplice spago e delle mollettine! Ho preferito quelle con i numeri per far familiarizzare la mia alunna anche con essi!

Lo step successivo sarà quello di far utilizzare questo tipo di comunicazione anche a casa e sperare in un coinvolgimento ed una partecipazione di J. sempre maggiore!

Buon Lavoro e buona creazione!

Angela Orlando ☼

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Nuovo pannello sensoriale sui colori


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Ciao a tutti amici di creazioni di maestra!

Scrivo questo articolo per condividere con voi il nuovo pannello sensoriale fai da te sui colori realizzato su un cartone di misure decisamente inferiori rispetto a questo !

Inoltre, questo pannello nasce dall’esigenza di catturare l’attenzione di un’alunna che appena conosciuta, non riusciva ad interagire con alcuna tipologia di oggetto, per questo, ho personalizzato il colore giallo con qualcosa che a lei piace da impazzire! Il cibo! I pannelli sensoriali fatti a mano sono unici perché completamente adattabili alle esigenze ed agli interessi dei nostri interlocutori!

MATERIALE:

-Un cartone riciclato delle dimensioni che preferite;

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-matita;

-tempere e pennelli;

-2 buste trasparenti per raccoglitore ad anelli;

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-ferro da stiro;

-carta forno;

-colla a caldo;

-penne rigate (nel mio caso);

-pennarello nero;

-occhi mobili;

-nastrino colorato per abbellire.

 

PROCEDIMENTO:

-Disegnare con la matita (nel mio caso) 2 matite ed una pentola e sotto di esse, tre macchie di colore;

-con le tempere colorate, dipingere le matite, la pentola e le macchie di colore (io ho scelto i 3 primari rosso, giallo e blu);

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-mentre attendete che il colore sul cartone si asciuga, occupatevi di ritagliare le bustine dove inserirete la tempera, sigillate i lati aperti lascciandone uno (avrete ottenuto un sacchetto) inserite all’interno un po’ di tempera del colore che vi interessa e sigillate col ferro da stiro caldo mettendo un foglio di carta forno sopra in questo modo:

-incollate con la colla a caldo sul cartone, in prossimità delle macchie di colore, le bustine con la tempera e (nel mio caso) le penne rigate;

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-abbellite con occhi mobili, manine e nastrini ed il pannello sensoriale è pronto per far interagire, scoprire e divertire i vostri bambini!

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Buona Creazione!

 

Angela Orlando ☼

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L’insegnante di sostegno

L’insegnante di sostegno è supporto alla classe, è valore aggiunto,

inventa soluzioni dove apparentemente queste non esistono,

si fa fisicamente strumento di eliminazione delle barriere allo sviluppo, all’apprendimento ed alla partecipazione.

Ha occhi che guardano lontano, che vanno oltre ciò che è apparenza, è spoglio di giudizi o pregiudizi,

ha la pazienza di chi sa aspettare ed intanto prova, riprova, inventa e spera. Comunica, collabora e sorride.

Ha la voce bassa ed il passo leggero per camminare in punta di piedi, rispettando l’essere per ciò che è.

L’insegnante di sostegno è anche uno sperimentatore: osserva, inventa, prova, raccoglie dati e riprova.

Ma non è solo scienza, è anche tanto cuore, quando “l’esperimento” non riesce continua a sperare, confrontarsi, reinventare.

Conosco insegnanti di sostegno che hanno inventato alfabeti “alternativi”, metodi di comunicazione del tutto personalizzati,

cuce su misura, condivide e documenta ogni cosa.

L’insegnante di sostegno è mediatore tra compagni, alunni e docenti, famiglie e bambini.

Per lavorare al meglio ha bisogno di tanti alleati.

Non è, però, un instancabile supereroe, non è frutto dell’immaginazione, è reale, spesso è stanco e rischia di non crederci più, si arrabbia, va al letto pensieroso e depone “le armi”.

Ma quando il giorno dopo si sveglia, gli basta pensare agli occhietti dei propri alunni che la sua luce si riaccende carica di energia nuova.

L’insegnante di sostegno non è un maestro speciale, è solo uno che fa delle potenzialità strumenti per colmare carenze.

Tutti gli insegnanti possono essere di sostegno, per i loro alunni!

Angela Orlando ☀️

Pubblicato in: #decorazioni

LAVORETTI DI NATALE E DECORAZIONI

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Il Natale è alle porte! Ecco tre semplici, innovative e simpatiche creazioni da poter realizzare con i vostri bimbi a scuola o in casa!
BARATTOLO TRASPARENTE CON PAESAGGIO NATALIZIO

OCCORRENTE

-Un barattolo di vetro trasparente;

-decorazioni varie (alberelli in legno, neve finta, perline, glitter, rametti di pino, bastoncini di legno per realizzare le casine e ciò che più adorate!);

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-colla vinilica e a caldo;

-tempere, nastrino.

PROCEDIMENTO

-Stendere sul tappo del barattolo la colla vinilica ed incollare la neve finta sù di essa;

-decorare gli alberelli di legno incollando perline, glitter e/o brillantini;

-realizzare e decorare delle casine con i bastoncini di legno in questo modo:

potete dipingerle con della tempera bianca, il tetto rosso mattone; con un pastello nero realizzare la porta e con i glitter bianchi la neve sul tetto.

-Inserire gli oggetti sulla base del nostro barattolo con la colla a caldo, ultimare con un fiocco/ del nastrino del colore che preferiamo ed ecco l’elegante risultato!

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ALBERELLO CON LEGNETTI:

OCCORRENTE:

-legnetti di diverse dimensioni o bastoncini di legno;

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-piccole palline natalizie o pon pon colorati;

-nastrino del colore che preferiamo;

-colla a caldo;

-gomma crepla glitter per la stella;

PROCEDIMENTO:

-Realizzare un triangolo incollando i bastoncini di legno in questo modo:

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-far passare un nastrino colorato e sottile intorno al nostro triangolo realizzando degli incroci; incollare le palline, la stella sulla punta, qualche decorazione per coprire eventuali imperfezioni ed il lavoro è completo!

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PALLA CACTUS!

Questa che vi mostrerò è una decorazione un po’ più articolata ma ci tenevo a realizzare qualcosa di diverso e simpatico! Una palla cactus!

OCCORRENTE

-Panno lenci verde;

-ago e filo oppure colla a caldo;

-ovatta;

-cartamodello di un cactus da scaricare su google o disegnarlo come più amate;

-una palla trasparente da decorare;

-glitter dei colori che amate;

-spago e colla vinilica;

-colla a caldo;

-fiori decorativi.

PROCEDIMENTO

-Ritagliare sul pannolenci verde due cactus, sovrapporli e cucire i lembi (o incollarli) lasciando aperto il lato inferiore per inserire l’ovatta ed incollarlo sulla pallina;

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-decorare l’interno della pallina con glitter e colla vinilica;

-incollare il cactus con la colla a caldo sulla parte superiore della pallina;

-intingere fili di spago nella colla vinilica ed incollarli intorno alla pallina;

-lasciate asciugare e fissare;

-decorare con colla glitter e fiori ed ECCO IL RISULTATO!

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BUON DIVERTIMENTO!

BUONA CREAZIONE!

E Se ne avete piacere, raccontatemi come è andata!

Angela Orlando ☼

Pubblicato in: attività per bambini

LAPBOOK DELLE VOCALI

Oggi vi parlo di questo meraviglioso supporto didattico: meraviglioso perchè grazie ad esso finalmente G. è riuscito a memorizzare tutte le vocali e a ricordarle!

Un lapbook o per meglio dire, un libricino “lievemente” interattivo realizzato proprio da G.

Durante la sua creazione l’alunno ha: realizzato le vocali con il das, ripassato il tratteggio della filastrocca* e l’ha memorizzata; scritto le parole all’interno della casina copiandole e colorato le immagini.

*LA CASINA DELLE VOCALI

“Un tetto a punta eccolo qua, sulla casina trovi la A.

E sul tetto la bandiera c’è, sulla casina trovi la E.

Naso sottile, dritto così, nella casina trovi la I.

Due occhi grandi spalancherò, nella casina trovi le O.

Sorriso grande, bocca all’insù, nella casina trovi la U.

Se le hai imparate, ripeti anche tu, A E I O U.

MATERIALE:

-2 Cartoncini A4 colorati;

-1 cartoncino beige per la casina;

-colla a caldo;

-tempere o pennarelli;

-uno spiedino;

-carta bianca.

PROCEDIMENTO:

-Ritagliare dal cartoncino beige una casina a mò di copertina da libro (che abbia un’apertura o frontale o laterale);

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-ritagliare della stessa forma della copertina, i 2 cartoncini colorati A4 in modo da realizzare le pagine; incollarle poi nella casina sul dorso sinistro, con la colla a caldo;

-decorare la copertina della casina con tempere o pennarelli così:

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-realizzare la bandiera a forma di E apponendo una E ritagliata da un cartoncino su un pezzo di spiedino ed incollarlo sulla casina con la colla a caldo;

-incollare su ciascuna pagina un foglietto di carta bianca piegato in 3 parti e disegnare 3 immagini che iniziano per A, 3 per E, e così via;

-scrivere sul retro  la filastrocca tratteggiata.

ORA INIZIA IL LAVORO DELL’ALUNNO! REALIZZERA’ LE LETTERE CON IL DAS, TRATTEGGERA’ LA FILASTROCCA, COLORERA’ LE IMMAGINI E SCRIVERA’ LE PAROLE!

 

 

Buona creazione!

Se vi fa piacere, fatemi sapere com’è andata!

 

 

 

Angela Orlando ☼

 

 

Pubblicato in: attività per bambini

Schede vocali per bambini con autismo

Oggi vi parlerò di un supporto all’apprendimento delle vocali per bambini con autismo, ma anche per qualsiasi alunno che mostra difficoltà iniziali con l’approccio alla scrittura.

Grazie all’ispirazione datami da una collega ed amica, anche lei insegnante di sostegno (Francesca) ho realizzato delle schede. Da precisare che come metodologia, per me, le schede sono qualcosa di superato, ritengo che queste, per come sono sviluppate, siano un valido supporto per un iniziale approccio alla scrittura da parte dei bambini che vivono le loro prime difficoltà.

E’ ben noto, ai genitori o a chi ha seguito come insegnante bambini con autismo che essi sono particolarmente affini alle immagini, in particolare il mio bambino adora anche colorare quindi per ogni vocale ho inserito 3 immagini. L’uso di ausili visivi è particolarmente consigliato per questi alunni. Qualsiasi cosa provo ad insegnare al mio G. lo faccio adoperando un vasto uso di immagini.

La mia filosofia educativa ha tra i principi fondamentali la cooperazione, ecco perchè scelgo di condividere questa metodologia con voi e mentre scrivo penso al sorriso di G. che mi vede entrare dalla porta al mattino, mi auguro che il suo sorriso, possa essere anche quello dei vostri alunni.

Ecco le schede:

scheda A

scheda E

scheda I

scheda O

scheda U

Sono schede “atipiche” perchè prevedono l’attuazione di diverse attività: per far sviluppare la manualità preparo dei pezzetti di carta o gomma crepla o carta glitter (per variare potete far applicare anche piccoli pon pon soffici), l’alunno li ritaglia e li incolla lungo la letterina; poi passa il dito su di essa pronunciandola (ad esempio percorrere la A nel suo senso di scrittura dicendo “aaa”) ed infine con la penna può tracciare la lettera e colorare le immagini.

Per comprendere meglio:

 

Buon Lavoro!

Se vi fa piacere, fatemi sapere come è andata!

Angela Orlando ☼

Pubblicato in: attività per bambini

LA MACCHINA DELLE MOLTIPLICAZIONI

 

Durante questi giorni fatti di attese…di rabbia per ingiustizie subite, di lotte iniziate, giorni in cui mi chiedo chissà chi bambino/bambina ci sarà lì ad attendermi…decido di trasformare le mie emozioni in produttività!
Nasce uno strumento, un giochino, sognato da molto, per essere supporto iniziale ad una delle operazioni fondamentali: la moltiplicazione.

 

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La mia idea nasce sulla scia della macchina per le addizioni, mi sono chiesta se si potesse realizzare anche uno strumento per un’operazione un po’ più complessa. Così è nato Simone: il cartone della moltiplicazione!
FINALITA’
La macchina delle moltiplicazioni può essere utilizzata sia inizialmente con tutti i bambini come primo approccio, favorendo la comprensione del senso di questa operazione, ma può essere utilizzata anche a sostegno di quei bambini con difficoltà di calcolo o altre temporanee esigenze.
Simone è geniale perché quando operiamo con lo zero lui fa opportunamente “sparire” il prodotto, è efficace perché conduce, grazie a semplici azioni, alla comprensione dell’addizione ripetuta e di ciò che sono gli schieramenti. In questo modo il bambino non li traccerà sul suo quaderno come un qualcosa di meccanico, ma si sarà appropriato del senso, avrà fatto suo un metodo, sarà più motivato nel suo operare e avrà posto un nuovo e sensato tassello nel percorso della costruzione della sua conoscenza.
COME REALIZZARLA…

 

MATERIALE:

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-11 rotoli di carta igienica;

-un cartone della misura 60×40;

-scarti di cartone da riciclare;

-cartoncini colorati per ricoprire i rotoli (io ho utilizzato due colori diversi per numeri pari/dispari ed il nero per lo zero, elemento assorbente della moltiplicazione);

-colla a caldo, forbici, pennarello, gessetto;

-cartoncini, fogli glitter, panno lenci per le decorazioni (io ho ricreato occhi, bocca e mani);

-bottoni o palline di carta o pasta per moltiplicare;

-matita e gomma per cancellare.
PROCEDIMENTO

-Dapprima decorare i rotoli di carta igienica ricoprendoli con fogli di cartoncino colorati o dipingendoli e scrivendo i numeri da 0 a 10 (ATTENZIONE CHIUDERE IL ROTOLO DELLO ZERO ALL’ ESTREMITA’ IN BASSO COSI’ CIO’ CHE MOLTIPLICHEREMO PER ZERO DARA’ ZERO!);

-incollare una superficie di cartone spesso dietro il cartone che fa da base alla nostra macchina e sulla sua superficie incollare i rotoli da 0 a 10 decorati precedentemente;

 

-decorare la macchina donandole un aspetto più familiare e simpatico. Ritagliare ed incollare gli occhi, la bocca e due lunghe braccia con mani per accogliere!

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Per capire come funziona video su Youtube

 

 

ANGELA ORLANDO ☼

Pubblicato in: Pensieri

Bambini e natura

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Ciascuno di noi ha il suo modo di educare e concepire l’educazione.
La nostra filosofia educativa è frutto di esperienze pregresse, è l’insieme del nostro esser stati educandi, dei metodi adoperati da chi ha avuto cura di noi, strategie che sono entrate a far parte delle nostre azioni, inconsapevolmente.
Il modo in cui educhiamo è anche un mix tra ciò che abbiamo appreso nel nostro percorso di vita, proviene da qualcosa che abbiamo letto ed è entrato a far parte di noi perché “nelle nostre corde” .
Si educa con ciò che si è, con ciò che si fa e si fa fare, in minima parte anche con ciò che si dice.
Personalmente amo che i bambini sin da piccoli possano aver la possibilità di esplorare, conoscere liberamente il mondo che li circonda, sentirsi amati e “sentire”.
Un bambino amato si sentirà libero di rivelare ciò che è, di esprimere il proprio spirito creativo, il suo essere unico.
Esplorare, per me, soprattutto nei primi anni di vita del bambino, è anche far sentire il contatto con la natura, imparare qualcosa a piedi nudi in un prato, sul terreno, nella sabbia. Il contatto con la natura arricchisce le percezioni, l’apprendimento, la crescita emotiva, educa al silenzio ed al rispetto.

“La natura, in verità, fa paura alla maggior parte della gente. Si temono l’aria e il sole come nemici mortali. Si teme la brina notturna come un serpente nascosto tra la vegetazione. Si teme la pioggia quasi quanto l’incendio”. M. Montessori

Le paure degli adulti comportano una iper-protezione dei bambini, che impedisce loro di “vivere” la natura e i suoi fenomeni.

Il ricercatore americano Richard Louv, autore del libro “L’ultimo bambino nei boschi: salvare i nostri figli dal disturbo da carenza di Natura”, sostiene addirittura che i disturbi infantili di deficit di attenzione e l’iperattività con cui spesso sono associati (Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder, ADHD) siano direttamente riconducibili al “disturbo di deficit di natura”.

Louv è convinto che un bambino che trascorre il 90% del proprio tempo seduto in ambienti chiusi o in auto, fissando un monitor, un libro di esercizi, una LIM o la televisione sia un bambino con una vita non sana. Poco importano il livello della scuola, della dieta e delle attività extrascolastiche.

Giocare in spazi aperti e verdeggianti induce pace, capacità di autocontrollo e autodisciplina: questo è stato confermato dalle ricerche di Louv e di altri studiosi dopo di lui. I risultati ottenuti dagli studi effettuati su bambini provenienti da zone urbane svantaggiate provano che la minima esposizione all’ambiente naturale implementa significativamente le risorse attentive generali e contemporaneamente sviluppa le capacità psicomotorie, favorendo le risorse cognitive di ogni bambino. L’aria aperta e l’assenza di barriere architettoniche permettono la solitudine, il nascondimento, la riflessione e la meta riflessione. I suoni non rimbalzano ma si disperdono, rigenerando le capacità uditive stressate dall’inquinamento acustico. La campagna invita a indugiare, parla dell’attesa, della pazienza e della capacità di fluire coi cambiamenti. Stimola la creatività e l’immaginazione, l’elaborazione di soluzioni alternative.

 

 

 

 

 

Angela Orlando