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Strategie ed attività per sviluppare la memoria

Così come esistono diversi tipi di intelligenza (come sperimenta H. Gardner nel suo “Formae Mentis”) esistono anche diversi tipi di memoria. Tra i principali troviamo:

-la memoria procedurale o implicita che riguarda sia i comportamenti appresi (come guidare, sciare, nuotare, ecc.), sia gli schemi legati alla struttura del carattere della persona che tendono a ripetersi nel tempo;

-la memoria semantica cioè quella fondata sugli elementi appresi una volta per tutte e quindi entrati in categorizzazioni fisse (la data della scoperta dell’America, quella di nascita di un autore famoso, ecc..);

-la memoria episodica o autobiografica rivolta alla conservazione di elementi unici ed irripetibili. È la memoria che coglie la specificità di un vissuto, il suo essere riconoscibile perché unico e fortemente emozionale: esempi di questa memoria possono essere la casa dei nonni, il profumo della propria madre, ecc..;

-la memoria iconica: è la memoria che consente di trattenere una certa quantità di informazioni di tipo visuale e/o spaziali che vanno a collocarsi nella memoria recente;

-memoria fotografica o visiva è quella che consente di conservare le impressioni visive (parole, linee, forme, colori, fisionomia di una persona incontrata una sola volta, ecc.). Chi dispone di sviluppata memoria fotografica per apprendere la lezione la scrive, o visualizza la pagina del libro;

-Memoria uditiva è legata al ricordo di sequenze sonore piuttosto che di timbri musicali e la memoria motoria che facilita la memorizzazione di sequenze motorie del corpo.

Inoltre, “La letteratura scientifica descrive tre fasi principali dei processi di elaborazione mnestica: la fase di codifica, la fase di ritenzione e la fase di recupero.

La Fase di codifica: si riferisce al modo in cui l’informazione viene inserita in un contesto di informazioni precedenti. Tale nuova informazione viene trasformata in un codice che la memoria riconosce. Il processo di codifica viene influenzato da diversi fattori, tra cui sia le caratteristiche dello stimolo che fattori emotivo-cognitivi-motivazionali del soggetto; la fase di ritenzione: il ricordo viene consolidato e stabilizzato in una condizione stabile e a lungo termine; e la fase di recupero: consiste nel recuperare l’informazione e il ricordo dalla memoria a lungo termine alla memoria di lavoro affinche’ venga utilizzata. …

L’intero processo di elaborazione mnestica nelle sue diverse fasi puo’ essere influenzato da diversi fattori attentivi e motivazionali, dalla profondita’ di elaborazione dello stimolo in fase di codifica, nonche’ dalla rilevanza emotiva dello stesso stimolo, e dall’umore e dallo stato emotivo del soggetto.”
Per saperne di più: https://www.stateofmind.it/tag/memoria/

Partire da queste consapevolezze è fondamentale quando ci troviamo di fronte ad un bambino con serie difficoltà di memoria e apprendimento.

Con questo articolo condivido con voi semplicemente ciò che di più importante e produttivo ho sperimentato durante la mia esperienza da insegnante di sostegno nel corso degli ultimi mesi, in particolare, con un alunno che fatica molto a trattenere nella sua memoria le informazioni, e ,per il quale sembrava impossibile (fino a prima di riuscire a sfruttare il suo punto di forza) l’associazione grafemo-fonema.

Vi ho parlato di punto di forza, ebbene si, in queste situazioni è fondamentale riuscire a trovarlo e partire da quello per realizzare una didattica ad hoc che innesca quella che io definisco una reazione a catena di apprendimenti successivi.

Punti di forza del mio G. sono sia la memoria iconica che quella visiva o fotografica, guardate che disegno (libero) meraviglioso della terra e della luna ha realizzato a soli 5 anni e mezzo i primi mesi di scuola:

disegno gabry

Già allora intuii le sue doti da osservatore attentissimo e parlare di “difficoltà di memoria” di fronte ad un disegno simile e così dettagliato mi sembrò un paradosso, difficoltà di memoria okkei, ma rispetto a quale delle tante?

La memoria, come abbiamo scoperto, è strettamente connessa alle emozioni, infatti per insegnare bisogna “emozionare”, ciò favorisce l’acquisizione di informazioni. Non è un caso se, inoltre, il mio alunno G. ricorda in maniera più immediata le cose che lo hanno “colpito” o emozionato come quando per puro caso, introducendo la consonante P feci segno di dargli un pugno dicendo “PAM!” e lui di tutte le lettere affrontate fino a quel momento ricordava solo la P 😂 !

Ecco allora una serie di strategie ed attività volte a favorire l’acquisizione di informazioni e l’apprendimento, e non solo per gli alunni che hanno difficoltà! Un apprendimento, infatti, per essere significativo e lasciare tracce nella memoria ha bisogno di essere COSTRUITO seguendo varie attività che toccano i diversi tipi di memoria sopra descritti, perchè CIASCUN alunno ha un suo modo di apprendere e, come ognuno di noi, una tipologia di memoria più sviluppata delle altre!

  1. SFRUTTARE CORPO E MOVIMENTO:

Possiamo insegnare attraverso il gioco, il corpo ed il movimento attivando così la memoria motoria:

Disponete i numeri da 0 a 10 (ciascuno scritto su un foglio) sul pavimento della palestra; disponete poi, in fila, dei cerchi di due colori diversi uno davanti all’altro, per esempio 3 blu e 2 verdi, i bambini dovranno compiere dei saltelli in essi contando e addizionando 3+2 e prendendo dai numeri il risultato esatto.

Così come per le addizioni, possiamo far divertire i nostri alunni con le altre operazioni (la matematica i primi anni scolastici deve essere soprattutto azione), favorendo un apprendimento significativo, che RESTA.

2) SFRUTTARE LA MEMORIA ICONICA RICHIAMANDOLA QUOTIDIANAMENTE

Questo è il caso dell’idea di far realizzare produzioni grafiche da apporre in classe o sui singoli banchi dei nostri alunni o sulle pareti della nostra aula. L’idea per G. è stata quella di lasciare la linea dei numeri (per la sua difficoltà di associazione quantità-numero) e la scritta del suo nome sul banco (protetta dallo scotch trasparente posto sopra) , per poterle utilizzare quotidianamente e familiarizzare con questi simboli sempre più:

3) EMOZIONARE ED ATTIVARE LA MEMORIA MUSICALE

Emozionare in educazione è progettare attività che coinvolgano gli alunni perché in linea con i loro piaceri ed i loro interessi ed in questo non ci sono ricette perché ciascun alunno è unico, ma posso darvi una mano per quanto concerne la memoria musicale che non è solo legata alle comuni “canzoncine” ma anche alle filastrocche con le rime che hanno un ottimo riscontro nella memoria degli alunni. Tutti infatti ricordiamo la classica “30 giorni a Novembre con Aprile, Giugno e Settembre..” e chi ancora non ricorre ad essa per ricordarsi quanti giorni ha uno specifico mese! 😂 Ebbene, di esse possiamo fare un buon utilizzo quando si tratta di far memorizzare concetti semplici o complessi, a seconda dei casi. Vi ricordo, in relazione a questo, un mio recente articolo contenente la filastrocca delle vocali: LAPBOOK DELLE VOCALI

4) ASSOCIARE I SIMBOLI GRAFICI, I GRAFEMI O I NUMERI AD IMMAGINI

In questo caso andiamo a richiamare la memoria visiva. Possiamo divertirci a farlo in modo davvero creativo ed è grazie a questo metodo che finalmente il mio G. è riuscito a memorizzare tutte le lettere! Con mia incredibile sorpresa ora riusciamo a comporre un dettato e lavorare con le sillabe! Ecco perché ho imparato che un apprendimento in età evolutiva scatena reazioni a catena per quelli successivi!

L’idea non è stata quella del metodo Bortolato ovvero associare ad esempio l’immagine dell’altalena alla A (dato che nel caso di una grave difficoltà di associazione grafemo-fonema questa non funzionava) ma è stata quella di inserire prorpio l’altalena nella vocale A! Ecco le immagini che ho realizzato e che potete scaricare!

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Questo metodo lo ha provato anche una mia collega ed amica che ha subito riscontrato l’efficacia con un suo alunno!

Grazie alle lettere realizzate in questo modo G. riesce a scrivere se io le detto

e riusciamo anche ad utilizzare le sillabe per comporre le parole!!!

Spero che questo articolo vi possa servire da spunto e fare tanto bene ai nostri cari cittadini del domani!

Se vi va, fatemi sapere com’è andata! Buona creazione!

Angela Orlando ☼

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4 nuovi e semplici lavoretti per Pasqua

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Ciao a tutti! In questo articolo vi presento quattro nuovi lavoretti pasquali! Dopo quelli dell’anno precedente che trovate cliccando sul seguente link:

Lavoretti per Pasqua, quattro idee utili e davvero carine!

mi sono divertita a realizzarne altri per voi, per colmare le ansie pre-pasquali 😂, e per i miei alunni che, all’unanimità, hanno scelto i coniglietti porta penne!

Di seguito vi indicherò materiale e procedimento!

  1. RECINTO DI UOVA DECORATE

MATERIALE

-6 Bastoncini di legno grandi;

-cartoncino verde e beige;

-colla a caldo o vinilica, forbici;

-pennarelli colorati;

-decorazioni floreali.

PROCEDIMENTO

-Posizionate i 6 bastoncini di legno in modo da formare un recinto ed incollateli;

-disegnate con la matita delle uova sul cartoncino beige e fate divertire i vostri alunni a decorarle con i pennarelli, poi ritagliatele:

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-ricavate dal cartoncino verde un ciuffo di erba delle dimensioni del vostro recinto ed incollate;

-incollate anche le uova e le decorazioni floreali. Concludete con una scritta e del nastrino sul retro per fa sì che la decorazione si possa appendere 🙂

2. CALZI-CONIGLIETTI

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MATERIALE

-Calzini colorati per bambini;

-ovatta;

-occhi mobili;

-colla a caldo, pennarello indelebile misura S, forbici;

-cartoncino rosa e nastrino colorato.

PROCEDIMENTO

-Vi basterà far riempire il calzino di ovatta, chiudere il calzino “ripieno” a poco più della metà ed in alto con del nastrino;

-ritagliare la parte superiore del calzino a forma di orecchie;

-incollare occhi mobili, nasino a forma di cuoricino ricavato dal cartoncino rosa e disegnare una bocca con i baffi!

3. CONIGLIETTI PORTA PENNE

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MATERIALE

-Rotoli di carta igienica cari e sacri a tutte le insegnanti! 😂

-cartoncini di colori tenui;

-cartoncino verde;

-occhi mobili, raffia, colla a caldo e forbici.

PROCEDIMENTO

-Incollate del cartoncino del colore tenue prescelto intorno al rotolo di carta igienica (volendo potete scegliere di dipingerlo);

-dal cartoncino dello stesso colore, ricavate un cerchio di dimensioni poco più superiori alla base del vostro rotolo, per realizzare il viso del vostro coniglietto;

-ricavate anche delle orecchie ed un nasino che i vostri alunni si divertiranno a decorare con pennelli, pennarelli, ritagli di carta o carta regalo con geometrie carine;

-assemblate il tutto, aggiungete gli occhi mobili e la raffia per simulare i baffi del coniglietto;

-infine ritagliate un rettangolo dal cartoncino verde che userete per apporlo come base (incollandolo con la colla a caldo) al vostro portapenne!

4. PULCINO DI LEGNO

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MATERIALE

-Cilindro di legno;

-piume gialle;

-tempera gialla e rosa;

-pennello, forbici, e colla a caldo;

-cartoncino o panno lenci arancione.

PROCEDIMENTO

-Per realizzare questo pulcino di tendenza vi basterà dipingere di giallo una faccia del cilindretto di legno;

-incollare le piume, realizzare gli occhi ed i puntini ed infine potete decidere se incollare al suo retro una calamita o del nastrino per farlo appendere!

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BUON DIVERTIMENTO E BUONA CREAZIONE!

Angela ☼

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Avvio alla CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa)

Scrivo questo articolo con il cuore pieno di gioia perché non pensavo di riuscire a proporre, già in questo periodo dell’anno scolastico, la CAA ad una mia alunna.

Qando a Novembre ho scritto nel suo PEI che necessitava di comunicazione aumentativa alternativa… lo ammetto, non credevo che ce l’avremmo fatta ad introdurla entro quest’anno, ma ci speravo…

e l’amore, la speranza e l’impegno spesso compiono “miracoli” facendoci ritrovare di fronte a quelli che io definisco “miracoli educativi” , quelli che avvengono quando sull’onda del coinvolgimento entrano anche la famiglia ed i terapisti, ed improvvisamente si restituisce dignità all’essere umano, riconoscimento, valore.

“Con Comunicazione Aumentativa e Alternativa (detta anche CAA) si indica un insieme di conoscenze, tecniche, strategie e tecnologie atte a semplificare ed incrementare la comunicazione nelle persone che hanno difficoltà ad usare i più comuni canali comunicativi, con particolare riguardo al linguaggio orale e alla scrittura.

Viene definita Aumentativa in quanto non si limita a sostituire o a proporre nuove modalità comunicative ma, analizzando le competenze del soggetto, indica strategie per incrementare le stesse (ad esempio le vocalizzazioni o il linguaggio verbale esistente, i gesti, nonché i segni). Viene definita Alternativa in quanto si avvale di strategie e tecniche diverse dal linguaggio parlato.

Tale “approccio” ha come obiettivo la creazione di opportunità di reale comunicazione e di effettivo coinvolgimento della persona; pertanto dev’essere flessibile e su misura della persona stessa.” da Wikipedia

Scrivo questo articolo perché credo che sia importante, avviare dolcemente e passo dopo passo gli alunni all’uso di questa tipologia di comunicazione, partendo proprio da qualcosa di concreto e a loro familiare.

Parlo di avvio alla CAA proprio per questo, quella che ho realizzato, rispetta esattamente i due criteri: “flessibilità” e “su misura della persona” , ho cercato di adoperare qualcosa di familiare alla mia alunna, di quotidiano.

Ho pensato, allora, di prendere il mio smartphone e scattare delle foto: la classe vuota; la classe con gli alunni; la palestra; la sua merenda; la sua mamma; il suo deambulatore, ecc… le ho modificate al pc rendendole più chiare, inserendo delle scritte belle grandi e le ho stampate e plastificate! Ecco un esempio del file creato per la stampa:

4.CAA

Devo dire che è stata un’esperienza ben riuscita! La mia alunna adora queste immagini, interagisce con esse, si diverte:

ed abbiamo organizzato questo pannello di cartone per raccontare la sua giornata scolastica e comporre semplici frasi:


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Come tutti gli altri pannelli realizzati da me anche questo è fatto con cartone riciclato e ricoperto, ho utilizzato poi del semplice spago e delle mollettine! Ho preferito quelle con i numeri per far familiarizzare la mia alunna anche con essi!

Lo step successivo sarà quello di far utilizzare questo tipo di comunicazione anche a casa e sperare in un coinvolgimento ed una partecipazione di J. sempre maggiore!

Buon Lavoro e buona creazione!

Angela Orlando ☼

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Nuovo pannello sensoriale sui colori


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Ciao a tutti amici di creazioni di maestra!

Scrivo questo articolo per condividere con voi il nuovo pannello sensoriale fai da te sui colori realizzato su un cartone di misure decisamente inferiori rispetto a questo !

Inoltre, questo pannello nasce dall’esigenza di catturare l’attenzione di un’alunna che appena conosciuta, non riusciva ad interagire con alcuna tipologia di oggetto, per questo, ho personalizzato il colore giallo con qualcosa che a lei piace da impazzire! Il cibo! I pannelli sensoriali fatti a mano sono unici perché completamente adattabili alle esigenze ed agli interessi dei nostri interlocutori!

MATERIALE:

-Un cartone riciclato delle dimensioni che preferite;

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-matita;

-tempere e pennelli;

-2 buste trasparenti per raccoglitore ad anelli;

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-ferro da stiro;

-carta forno;

-colla a caldo;

-penne rigate (nel mio caso);

-pennarello nero;

-occhi mobili;

-nastrino colorato per abbellire.

 

PROCEDIMENTO:

-Disegnare con la matita (nel mio caso) 2 matite ed una pentola e sotto di esse, tre macchie di colore;

-con le tempere colorate, dipingere le matite, la pentola e le macchie di colore (io ho scelto i 3 primari rosso, giallo e blu);

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-mentre attendete che il colore sul cartone si asciuga, occupatevi di ritagliare le bustine dove inserirete la tempera, sigillate i lati aperti lascciandone uno (avrete ottenuto un sacchetto) inserite all’interno un po’ di tempera del colore che vi interessa e sigillate col ferro da stiro caldo mettendo un foglio di carta forno sopra in questo modo:

-incollate con la colla a caldo sul cartone, in prossimità delle macchie di colore, le bustine con la tempera e (nel mio caso) le penne rigate;

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-abbellite con occhi mobili, manine e nastrini ed il pannello sensoriale è pronto per far interagire, scoprire e divertire i vostri bambini!

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Buona Creazione!

 

Angela Orlando ☼

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L’insegnante di sostegno

L’insegnante di sostegno è supporto alla classe, è valore aggiunto,

inventa soluzioni dove apparentemente queste non esistono,

si fa fisicamente strumento di eliminazione delle barriere allo sviluppo, all’apprendimento ed alla partecipazione.

Ha occhi che guardano lontano, che vanno oltre ciò che è apparenza, è spoglio di giudizi o pregiudizi,

ha la pazienza di chi sa aspettare ed intanto prova, riprova, inventa e spera. Comunica, collabora e sorride.

Ha la voce bassa ed il passo leggero per camminare in punta di piedi, rispettando l’essere per ciò che è.

L’insegnante di sostegno è anche uno sperimentatore: osserva, inventa, prova, raccoglie dati e riprova.

Ma non è solo scienza, è anche tanto cuore, quando “l’esperimento” non riesce continua a sperare, confrontarsi, reinventare.

Conosco insegnanti di sostegno che hanno inventato alfabeti “alternativi”, metodi di comunicazione del tutto personalizzati,

cuce su misura, condivide e documenta ogni cosa.

L’insegnante di sostegno è mediatore tra compagni, alunni e docenti, famiglie e bambini.

Per lavorare al meglio ha bisogno di tanti alleati.

Non è, però, un instancabile supereroe, non è frutto dell’immaginazione, è reale, spesso è stanco e rischia di non crederci più, si arrabbia, va al letto pensieroso e depone “le armi”.

Ma quando il giorno dopo si sveglia, gli basta pensare agli occhietti dei propri alunni che la sua luce si riaccende carica di energia nuova.

L’insegnante di sostegno non è un maestro speciale, è solo uno che fa delle potenzialità strumenti per colmare carenze.

Tutti gli insegnanti possono essere di sostegno, per i loro alunni!

Angela Orlando ☀️

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I collaboratori scolastici e gli assistenti dei bambini ♡

Ci sono delle persone in ogni scuola delle quali si parla troppo poco, come fossero trasparenti, nonostante la loro importanza.

Senza queste persone la scuola non potrebbe esistere, mancherebbe di accoglienza, di una porta aperta e braccia pronte a sostenerti: i collaboratori e gli assistenti dei bambini!

Sono persone uniche, le riconosci perchè ti accolgono sempre con un sorriso, ti fanno sentire al sicuro ed è come se la scuola fosse la loro seconda casa, la sentono un pò il loro secondo posto, ci trascorrono tanto tempo, sono sempre presenti, conoscono i suoi angoli più nascosti e per qualsiasi difficoltà sai che sono lì, pronti a tenderti la mano e farti anche tanto sorridere! Sono dei tuttofare.. mentre scrivo penso a Giuseppe, Geppina, Paola, Maria… Persone con le loro grandi storie che spesso vengono prese in considerazione troppo poco da insegnanti e personale sempre di fretta e in ansia, delle volta basta un secondo, un semplice come stai, un grazie o un saluto che sa di affetto per restituirgli il valore che hanno.

In particolare in questo articolo volevo raccontarvi della signora Maria, appena l’ho conosciuta sulla mia agenda ho iniziato ad appuntarmi ciò che mi dice ogni giorno…come mai? Vi spiego.

Maria è una signora, una donna anzi, dalla grande esperienza, ha studiato tanto ed è triste pensare che viene riconosciuta solo come quella che cambia i pannolini ai bambini…eppure spesso succede!

Maria è una donna molto dolce ed anche forte e diretta, è stata la prima persona a farmi sentire a casa in un luogo del tutto nuovo per me (e ne avevo davvero bisogno) , ha letto da subito il mio cuore, ha compreso la mia persona in un solo giorno, che dico!? Forse le sarà servito un istante, avrà letto il mio sguardo o avrà visto in che modo parlavo con J.

Maria è un’amica sincera quando dopo 2h che sono a scuola è l’unica persona a dirmi “hai il rossetto sui denti”; è una psicologa quando i miei sogni sono troppo grandi rispetto a quella che è la realtà, con una semplice battuta mi fa ritornare con i “piedi per terra” rendendomi consapevole (anche se poi comunque ci provo). È un’ osservatrice attenta, ne ha viste tante e la sua esperienza è il bagaglio più forte.

Maria qualche volta è anche una mamma che mi mette alla guardia su molte cose, come tutti, qualche volta è stanca, delusa, preoccupata ed allora sono io a prendermi cura di lei in queste situazioni. Tra di noi c’è rispetto e stima reciproca, crede in me da quando mi ha scrutrata da dietro ai suoi occhiali che leggono tutto, questo mi da la capacità di non mollare ed insieme facciamo grandi progressi…tanto che ci hanno riferito pochi giorni fa, riempiendoci il cuore di gioia :”J. è un’altra bambina”. ♥️

Ho sempre pensato che abbiamo tanto da imparare in ogni momento, soprattutto da chi è diverso da noi. Non si smette mai, chiunque può insegnarci tanto, basta non fermarsi all’apparenza, andare oltre le nostre considerazioni spesso superficiali o generalizzanti. Maria è la conferma di tutto questo.

Basta concedersi un attimo nella folle fretta senza meta delle nostre giornate, che ci rende egoisti e superficiali. Basta non temere di aprirsi, fidarsi.

Fidatevi perché a diffidare perdiamo due occasioni: quella di imparare tanto da una conoscenza e quella di crescita nel caso venissimo feriti.

I collaboratori e gli assistenti sono una parte fondamentale della scuola e per questo vanno valorizzati, conosciuti e RIconosciuti per le persone che sono.

Auguro a tutti di andare oltre.

Possiamo scoprire rare ricchezze!

Auguro a tutti una signora Maria!

Angela Orlando ☀️

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Corona dell’avvento fai da te

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Per realizzare una corona dell’avvento utilizzando alcuni materiali di recupero vi servirà:

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-Un piatto o vassoio natalizio che non utilizzate più;

-4 barattolini di vetro;

-4 candele;

-filo di spago;

-colla vinilica e a caldo;

-legnetti, piccole pigne, rametti di abete di diverse tonalità di verde, neve finta, nastrini e, se preferite, fette di frutta essiccata.

Come fare:

E’ molto semplice, vi basterà seguire questi 3 semplici passaggi!

  1. Tagliate 4 fili di spago e bagnateli in acqua e colla vinilica, per poi arrotorarli in questo modo intorno ai barattolini:

     

    2.  posizionate i barattolini sul piatto incollandoli con la colla a caldo nella posizione che preferite, poi incollate i legnetti, decorate con rametti di abete di diverse tonalità di verde per rendere la vostra creazione più dinamica;

    3. inserite le candele nei barattolini, la neve finta, e le ultime decorazioni che più amate!

Ed ecco il magico risultato!

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BUONA CREAZIONE!

 

SE VI VA CONDIVIDETE SU QUESTO BLOG I VOSTRI RISULTATI!

 

Angela Orlando ☼

 

Pubblicato in: #decorazioni

LAVORETTI DI NATALE E DECORAZIONI

lavoretti natale 2018

Il Natale è alle porte! Ecco tre semplici, innovative e simpatiche creazioni da poter realizzare con i vostri bimbi a scuola o in casa!
BARATTOLO TRASPARENTE CON PAESAGGIO NATALIZIO

OCCORRENTE

-Un barattolo di vetro trasparente;

-decorazioni varie (alberelli in legno, neve finta, perline, glitter, rametti di pino, bastoncini di legno per realizzare le casine e ciò che più adorate!);

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-colla vinilica e a caldo;

-tempere, nastrino.

PROCEDIMENTO

-Stendere sul tappo del barattolo la colla vinilica ed incollare la neve finta sù di essa;

-decorare gli alberelli di legno incollando perline, glitter e/o brillantini;

-realizzare e decorare delle casine con i bastoncini di legno in questo modo:

potete dipingerle con della tempera bianca, il tetto rosso mattone; con un pastello nero realizzare la porta e con i glitter bianchi la neve sul tetto.

-Inserire gli oggetti sulla base del nostro barattolo con la colla a caldo, ultimare con un fiocco/ del nastrino del colore che preferiamo ed ecco l’elegante risultato!

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ALBERELLO CON LEGNETTI:

OCCORRENTE:

-legnetti di diverse dimensioni o bastoncini di legno;

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-piccole palline natalizie o pon pon colorati;

-nastrino del colore che preferiamo;

-colla a caldo;

-gomma crepla glitter per la stella;

PROCEDIMENTO:

-Realizzare un triangolo incollando i bastoncini di legno in questo modo:

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-far passare un nastrino colorato e sottile intorno al nostro triangolo realizzando degli incroci; incollare le palline, la stella sulla punta, qualche decorazione per coprire eventuali imperfezioni ed il lavoro è completo!

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PALLA CACTUS!

Questa che vi mostrerò è una decorazione un po’ più articolata ma ci tenevo a realizzare qualcosa di diverso e simpatico! Una palla cactus!

OCCORRENTE

-Panno lenci verde;

-ago e filo oppure colla a caldo;

-ovatta;

-cartamodello di un cactus da scaricare su google o disegnarlo come più amate;

-una palla trasparente da decorare;

-glitter dei colori che amate;

-spago e colla vinilica;

-colla a caldo;

-fiori decorativi.

PROCEDIMENTO

-Ritagliare sul pannolenci verde due cactus, sovrapporli e cucire i lembi (o incollarli) lasciando aperto il lato inferiore per inserire l’ovatta ed incollarlo sulla pallina;

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-decorare l’interno della pallina con glitter e colla vinilica;

-incollare il cactus con la colla a caldo sulla parte superiore della pallina;

-intingere fili di spago nella colla vinilica ed incollarli intorno alla pallina;

-lasciate asciugare e fissare;

-decorare con colla glitter e fiori ed ECCO IL RISULTATO!

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BUON DIVERTIMENTO!

BUONA CREAZIONE!

E Se ne avete piacere, raccontatemi come è andata!

Angela Orlando ☼

Pubblicato in: attività per bambini

LAPBOOK DELLE VOCALI

Oggi vi parlo di questo meraviglioso supporto didattico: meraviglioso perchè grazie ad esso finalmente G. è riuscito a memorizzare tutte le vocali e a ricordarle!

Un lapbook o per meglio dire, un libricino “lievemente” interattivo realizzato proprio da G.

Durante la sua creazione l’alunno ha: realizzato le vocali con il das, ripassato il tratteggio della filastrocca* e l’ha memorizzata; scritto le parole all’interno della casina copiandole e colorato le immagini.

*LA CASINA DELLE VOCALI

“Un tetto a punta eccolo qua, sulla casina trovi la A.

E sul tetto la bandiera c’è, sulla casina trovi la E.

Naso sottile, dritto così, nella casina trovi la I.

Due occhi grandi spalancherò, nella casina trovi le O.

Sorriso grande, bocca all’insù, nella casina trovi la U.

Se le hai imparate, ripeti anche tu, A E I O U.

MATERIALE:

-2 Cartoncini A4 colorati;

-1 cartoncino beige per la casina;

-colla a caldo;

-tempere o pennarelli;

-uno spiedino;

-carta bianca.

PROCEDIMENTO:

-Ritagliare dal cartoncino beige una casina a mò di copertina da libro (che abbia un’apertura o frontale o laterale);

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-ritagliare della stessa forma della copertina, i 2 cartoncini colorati A4 in modo da realizzare le pagine; incollarle poi nella casina sul dorso sinistro, con la colla a caldo;

-decorare la copertina della casina con tempere o pennarelli così:

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-realizzare la bandiera a forma di E apponendo una E ritagliata da un cartoncino su un pezzo di spiedino ed incollarlo sulla casina con la colla a caldo;

-incollare su ciascuna pagina un foglietto di carta bianca piegato in 3 parti e disegnare 3 immagini che iniziano per A, 3 per E, e così via;

-scrivere sul retro  la filastrocca tratteggiata.

ORA INIZIA IL LAVORO DELL’ALUNNO! REALIZZERA’ LE LETTERE CON IL DAS, TRATTEGGERA’ LA FILASTROCCA, COLORERA’ LE IMMAGINI E SCRIVERA’ LE PAROLE!

 

 

Buona creazione!

Se vi fa piacere, fatemi sapere com’è andata!

 

 

 

Angela Orlando ☼

 

 

Pubblicato in: Pensieri

Gli ostacoli sono nella testa

 

“Non puoi fare niente. Lei non si muove, non parla.”

Invece devi fare di più,

fare il doppio,

scovare soluzioni dove apparentemente non esistono,

muoverti di più,

parlare per due,

avere una solida ma consapevole speranza,

per donarla a chi si è arreso.

Solo quando avrai fatto tutto questo potrai dire

“non posso far nulla”.

Qualcosa farò

senza nemmeno pensarci troppo, viene naturale.

Sarò gambe per condurti dove non riesci ad arrivare,

e sarai tu ad indicarmi la strada.

Sarò braccia per farti allungare passo dopo passo a raggiungere ciò che fa per te,

darò voce ai tuoi bisogni per farti parlare, griderò per farmi sentire e sarò stanca

ma più ricca per quanto avrò imparato giorno dopo giorno.

Mi hai insegnato il significato più profondo del verbo “sentire”.

Che poter afferrare un oggetto è dono.

Che l’amore non ha barriere né limitazioni.

Che gli ostacoli sono nella testa.

L’amore è diversità accoglienza e libertà.

E la disabilità di chi non riesce a sentire ciò che non puoi (ancora) dire.

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Angela Orlando ☼