Pubblicato in: attività per bambini

La legalità spiegata ai bambini. Attività

 

20190321_085727

“La legalità non si insegna, si dimostra”.

Vero, ma “…solo coltivando fin da piccoli, e nei gesti più semplici, una sana cultura del rispetto delle regole si diventa adulti responsabili” (Achille Serra)

affrontare questa tematica con i nostri alunni li aiuterà a diventare cittadini più consapevoli, li sensibilizzerà e farà riflettere. Ma come fare quando gli alunni sono ancora troppo piccoli per un concetto così importante? Mai sottovalutarli! Con le giuste strategie possiamo avviarli alla conoscenza dei concetti più alti, ovviamente questa è una tematica che sarà ripresa e consolidata nel tempo, così come si fa per molti altri concetti, per le tabelline, l’analisi grammaticale, ecc.

Sembrerebbe una tematica banale da affrontare, come leggevo in un’intervista proprio ad Achille Serra:”Nessuna mamma e nessun papà responsabile, però, insegna ai figli a rubare oppure a infrangere il Codice della strada… «Non basta. Se, per esempio, di fronte all’ennesimo brutto voto il genitore dice: “Non preoccuparti, parlo io con l’insegnante” trasmette al figlio la convinzione che, per “farcela”, nella vita è lecito chiedere dei favori, trovare delle corsie preferenziali. Così valori e principi, come quello della meritocrazia, saltano. I genitori oggi, bisogna riconoscerlo, sono chiamati a un compito che, per come è cambiata la nostra società, è diventato davvero molto difficile: insegnare a distinguere quello che è giusto da quello che è sbagliato perché va contro gli interessi di tutti».

Ma torniamo al mondo dell’insegnamento e alle attività affrontate quest’anno con gli alunni di alcune classi prime.

Ad accorrere in nostro aiuto, come spesso capita nelle situazioni più complesse, arriva la narrazione! Essa è da sempre usata dall’essere umano. È uno strumento importante di interpretazione della realtà per interagire con il mondo sociale nel quale noi essere umani viviamo. È dunque un modo per comprendere tutto quanto ci circonda e per trasmetterlo agli altri, è uno strumento che attiva il processo di facilitazione del sapere.

Ecco perchè punto cardine di questa attività è stata la visione di una video-storia, già presente sulla piattaforma Youtube, al quale ho solo inserito la voce narrante di sottofondo perché, come ogni attività che progetto, essa viene pensata e costruita in maniera inclusiva, se avessi lasciato solo le scritte, non avrei preso in considerazione gli alunni con difficoltà di lettura.

Ecco il video con la storia del formicaio: https://www.youtube.com/watch?v=eR8eGIscd-U

SVILUPPO DELLE ATTIVITA’:

   1. INTRODUZIONE DEL CONCETTO DI LEGALITA’      ATTRAVERSO UNA DISCUSSIONE E UN PICCOLO GIOCO

In questa prima fase si spiega agli alunni che affronteranno un discorso importante; si chiede loro se hanno mai udito la parola legalità , si parte da ciò che già conoscono in merito e per aiutarli bene a comprendere si propone un giochino: l’insegnate chiede agli alunni di cantare, senza dare alcuna indicazione; gli alunni faranno confusione , non si sentirà alcuna musica ma solo tanti rumori discordanti; l’insegnante allora chiede:“Cosa abbiamo sbagliato?” “Di cosa abbiamo bisogno?” si giunge insieme a comprendere che quando non ci sono regole, c’è solo una gran confusione!

     2. VISIONE ED ASCOLTO VIDEO-STORIA

Gli alunni guardano alla LIM almeno un paio di volte il video: https://www.youtube.com/watch?v=eR8eGIscd-U

Si discute tutti insieme in merito alla storia narrata nel video, dando libera espressione a ciò che ciascun alunno ha compreso, se necessario si utilizzano domande guidate.

Si ascoltano poi  altre due canzoni:

Anche nell’amicizia c’è bisogno di rispettare delle regole: https://www.youtube.com/watch?v=wUH5d18jxhM

-Rispettare le regole e gli altri talvolta non è facile, c’è bisogno di impegno e CORAGGIO:

 

   3. BRAINSTORMING

A questo punto si chiede agli alunni di chiudere gli occhi per 5minuti ripensando a quanto detto ed ascoltato; una volta riaperti gli occhi ogni alunno dice la prima parola che gli viene in mente, uno per volta, dando la possibilità all’insegnante di scrivere le parole alla LIM

20190320_100608

   4. PRODUZIONE DI UN DISEGNO LIBERO ED UNA FRASE A PIACERE PER LA REALIZZAZIONE DI UN CARTELLONE

Ciascun alunno in questa fase finale, formalizzerà quanto compreso con un disegno libero ed una frase a piacere su delle nuvolette colorate, così da realizzare questo cartellone:

20190321_085727

 

Buona Creazione!

 

Angela Orlando ☼

 

 

Pubblicato in: attività per bambini

Avvio alla CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa)

Scrivo questo articolo con il cuore pieno di gioia perché non pensavo di riuscire a proporre, già in questo periodo dell’anno scolastico, la CAA ad una mia alunna.

Qando a Novembre ho scritto nel suo PEI che necessitava di comunicazione aumentativa alternativa… lo ammetto, non credevo che ce l’avremmo fatta ad introdurla entro quest’anno, ma ci speravo…

e l’amore, la speranza e l’impegno spesso compiono “miracoli” facendoci ritrovare di fronte a quelli che io definisco “miracoli educativi” , quelli che avvengono quando sull’onda del coinvolgimento entrano anche la famiglia ed i terapisti, ed improvvisamente si restituisce dignità all’essere umano, riconoscimento, valore.

“Con Comunicazione Aumentativa e Alternativa (detta anche CAA) si indica un insieme di conoscenze, tecniche, strategie e tecnologie atte a semplificare ed incrementare la comunicazione nelle persone che hanno difficoltà ad usare i più comuni canali comunicativi, con particolare riguardo al linguaggio orale e alla scrittura.

Viene definita Aumentativa in quanto non si limita a sostituire o a proporre nuove modalità comunicative ma, analizzando le competenze del soggetto, indica strategie per incrementare le stesse (ad esempio le vocalizzazioni o il linguaggio verbale esistente, i gesti, nonché i segni). Viene definita Alternativa in quanto si avvale di strategie e tecniche diverse dal linguaggio parlato.

Tale “approccio” ha come obiettivo la creazione di opportunità di reale comunicazione e di effettivo coinvolgimento della persona; pertanto dev’essere flessibile e su misura della persona stessa.” da Wikipedia

Scrivo questo articolo perché credo che sia importante, avviare dolcemente e passo dopo passo gli alunni all’uso di questa tipologia di comunicazione, partendo proprio da qualcosa di concreto e a loro familiare.

Parlo di avvio alla CAA proprio per questo, quella che ho realizzato, rispetta esattamente i due criteri: “flessibilità” e “su misura della persona” , ho cercato di adoperare qualcosa di familiare alla mia alunna, di quotidiano.

Ho pensato, allora, di prendere il mio smartphone e scattare delle foto: la classe vuota; la classe con gli alunni; la palestra; la sua merenda; la sua mamma; il suo deambulatore, ecc… le ho modificate al pc rendendole più chiare, inserendo delle scritte belle grandi e le ho stampate e plastificate! Ecco un esempio del file creato per la stampa:

4.CAA

Devo dire che è stata un’esperienza ben riuscita! La mia alunna adora queste immagini, interagisce con esse, si diverte:

ed abbiamo organizzato questo pannello di cartone per raccontare la sua giornata scolastica e comporre semplici frasi:


DSC_0200

Come tutti gli altri pannelli realizzati da me anche questo è fatto con cartone riciclato e ricoperto, ho utilizzato poi del semplice spago e delle mollettine! Ho preferito quelle con i numeri per far familiarizzare la mia alunna anche con essi!

Lo step successivo sarà quello di far utilizzare questo tipo di comunicazione anche a casa e sperare in un coinvolgimento ed una partecipazione di J. sempre maggiore!

Buon Lavoro e buona creazione!

Angela Orlando ☼

Pubblicato in: attività per bambini

LA MACCHINA DELLE MOLTIPLICAZIONI

 

Durante questi giorni fatti di attese…di rabbia per ingiustizie subite, di lotte iniziate, giorni in cui mi chiedo chissà chi bambino/bambina ci sarà lì ad attendermi…decido di trasformare le mie emozioni in produttività!
Nasce uno strumento, un giochino, sognato da molto, per essere supporto iniziale ad una delle operazioni fondamentali: la moltiplicazione.

 

PicsArt_09-27-12.20.35-01

La mia idea nasce sulla scia della macchina per le addizioni, mi sono chiesta se si potesse realizzare anche uno strumento per un’operazione un po’ più complessa. Così è nato Simone: il cartone della moltiplicazione!
FINALITA’
La macchina delle moltiplicazioni può essere utilizzata sia inizialmente con tutti i bambini come primo approccio, favorendo la comprensione del senso di questa operazione, ma può essere utilizzata anche a sostegno di quei bambini con difficoltà di calcolo o altre temporanee esigenze.
Simone è geniale perché quando operiamo con lo zero lui fa opportunamente “sparire” il prodotto, è efficace perché conduce, grazie a semplici azioni, alla comprensione dell’addizione ripetuta e di ciò che sono gli schieramenti. In questo modo il bambino non li traccerà sul suo quaderno come un qualcosa di meccanico, ma si sarà appropriato del senso, avrà fatto suo un metodo, sarà più motivato nel suo operare e avrà posto un nuovo e sensato tassello nel percorso della costruzione della sua conoscenza.
COME REALIZZARLA…

 

MATERIALE:

20180924_101540

-11 rotoli di carta igienica;

-un cartone della misura 60×40;

-scarti di cartone da riciclare;

-cartoncini colorati per ricoprire i rotoli (io ho utilizzato due colori diversi per numeri pari/dispari ed il nero per lo zero, elemento assorbente della moltiplicazione);

-colla a caldo, forbici, pennarello, gessetto;

-cartoncini, fogli glitter, panno lenci per le decorazioni (io ho ricreato occhi, bocca e mani);

-bottoni o palline di carta o pasta per moltiplicare;

-matita e gomma per cancellare.
PROCEDIMENTO

-Dapprima decorare i rotoli di carta igienica ricoprendoli con fogli di cartoncino colorati o dipingendoli e scrivendo i numeri da 0 a 10 (ATTENZIONE CHIUDERE IL ROTOLO DELLO ZERO ALL’ ESTREMITA’ IN BASSO COSI’ CIO’ CHE MOLTIPLICHEREMO PER ZERO DARA’ ZERO!);

-incollare una superficie di cartone spesso dietro il cartone che fa da base alla nostra macchina e sulla sua superficie incollare i rotoli da 0 a 10 decorati precedentemente;

 

-decorare la macchina donandole un aspetto più familiare e simpatico. Ritagliare ed incollare gli occhi, la bocca e due lunghe braccia con mani per accogliere!

DSC_0399

Per capire come funziona video su Youtube

 

 

ANGELA ORLANDO ☼

Pubblicato in: Pensieri

Bambini e natura

20180905_163319

Ciascuno di noi ha il suo modo di educare e concepire l’educazione.
La nostra filosofia educativa è frutto di esperienze pregresse, è l’insieme del nostro esser stati educandi, dei metodi adoperati da chi ha avuto cura di noi, strategie che sono entrate a far parte delle nostre azioni, inconsapevolmente.
Il modo in cui educhiamo è anche un mix tra ciò che abbiamo appreso nel nostro percorso di vita, proviene da qualcosa che abbiamo letto ed è entrato a far parte di noi perché “nelle nostre corde” .
Si educa con ciò che si è, con ciò che si fa e si fa fare, in minima parte anche con ciò che si dice.
Personalmente amo che i bambini sin da piccoli possano aver la possibilità di esplorare, conoscere liberamente il mondo che li circonda, sentirsi amati e “sentire”.
Un bambino amato si sentirà libero di rivelare ciò che è, di esprimere il proprio spirito creativo, il suo essere unico.
Esplorare, per me, soprattutto nei primi anni di vita del bambino, è anche far sentire il contatto con la natura, imparare qualcosa a piedi nudi in un prato, sul terreno, nella sabbia. Il contatto con la natura arricchisce le percezioni, l’apprendimento, la crescita emotiva, educa al silenzio ed al rispetto.

“La natura, in verità, fa paura alla maggior parte della gente. Si temono l’aria e il sole come nemici mortali. Si teme la brina notturna come un serpente nascosto tra la vegetazione. Si teme la pioggia quasi quanto l’incendio”. M. Montessori

Le paure degli adulti comportano una iper-protezione dei bambini, che impedisce loro di “vivere” la natura e i suoi fenomeni.

Il ricercatore americano Richard Louv, autore del libro “L’ultimo bambino nei boschi: salvare i nostri figli dal disturbo da carenza di Natura”, sostiene addirittura che i disturbi infantili di deficit di attenzione e l’iperattività con cui spesso sono associati (Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder, ADHD) siano direttamente riconducibili al “disturbo di deficit di natura”.

Louv è convinto che un bambino che trascorre il 90% del proprio tempo seduto in ambienti chiusi o in auto, fissando un monitor, un libro di esercizi, una LIM o la televisione sia un bambino con una vita non sana. Poco importano il livello della scuola, della dieta e delle attività extrascolastiche.

Giocare in spazi aperti e verdeggianti induce pace, capacità di autocontrollo e autodisciplina: questo è stato confermato dalle ricerche di Louv e di altri studiosi dopo di lui. I risultati ottenuti dagli studi effettuati su bambini provenienti da zone urbane svantaggiate provano che la minima esposizione all’ambiente naturale implementa significativamente le risorse attentive generali e contemporaneamente sviluppa le capacità psicomotorie, favorendo le risorse cognitive di ogni bambino. L’aria aperta e l’assenza di barriere architettoniche permettono la solitudine, il nascondimento, la riflessione e la meta riflessione. I suoni non rimbalzano ma si disperdono, rigenerando le capacità uditive stressate dall’inquinamento acustico. La campagna invita a indugiare, parla dell’attesa, della pazienza e della capacità di fluire coi cambiamenti. Stimola la creatività e l’immaginazione, l’elaborazione di soluzioni alternative.

 

 

 

 

 

Angela Orlando