Pubblicato in: attività per bambini, Pensieri

Strategie ed attività per sviluppare la memoria

Così come esistono diversi tipi di intelligenza (come sperimenta H. Gardner nel suo “Formae Mentis”) esistono anche diversi tipi di memoria. Tra i principali troviamo:

-la memoria procedurale o implicita che riguarda sia i comportamenti appresi (come guidare, sciare, nuotare, ecc.), sia gli schemi legati alla struttura del carattere della persona che tendono a ripetersi nel tempo;

-la memoria semantica cioè quella fondata sugli elementi appresi una volta per tutte e quindi entrati in categorizzazioni fisse (la data della scoperta dell’America, quella di nascita di un autore famoso, ecc..);

-la memoria episodica o autobiografica rivolta alla conservazione di elementi unici ed irripetibili. È la memoria che coglie la specificità di un vissuto, il suo essere riconoscibile perché unico e fortemente emozionale: esempi di questa memoria possono essere la casa dei nonni, il profumo della propria madre, ecc..;

-la memoria iconica: è la memoria che consente di trattenere una certa quantità di informazioni di tipo visuale e/o spaziali che vanno a collocarsi nella memoria recente;

-memoria fotografica o visiva è quella che consente di conservare le impressioni visive (parole, linee, forme, colori, fisionomia di una persona incontrata una sola volta, ecc.). Chi dispone di sviluppata memoria fotografica per apprendere la lezione la scrive, o visualizza la pagina del libro;

-Memoria uditiva è legata al ricordo di sequenze sonore piuttosto che di timbri musicali e la memoria motoria che facilita la memorizzazione di sequenze motorie del corpo.

Inoltre, “La letteratura scientifica descrive tre fasi principali dei processi di elaborazione mnestica: la fase di codifica, la fase di ritenzione e la fase di recupero.

La Fase di codifica: si riferisce al modo in cui l’informazione viene inserita in un contesto di informazioni precedenti. Tale nuova informazione viene trasformata in un codice che la memoria riconosce. Il processo di codifica viene influenzato da diversi fattori, tra cui sia le caratteristiche dello stimolo che fattori emotivo-cognitivi-motivazionali del soggetto; la fase di ritenzione: il ricordo viene consolidato e stabilizzato in una condizione stabile e a lungo termine; e la fase di recupero: consiste nel recuperare l’informazione e il ricordo dalla memoria a lungo termine alla memoria di lavoro affinche’ venga utilizzata. …

L’intero processo di elaborazione mnestica nelle sue diverse fasi puo’ essere influenzato da diversi fattori attentivi e motivazionali, dalla profondita’ di elaborazione dello stimolo in fase di codifica, nonche’ dalla rilevanza emotiva dello stesso stimolo, e dall’umore e dallo stato emotivo del soggetto.”
Per saperne di più: https://www.stateofmind.it/tag/memoria/

Partire da queste consapevolezze è fondamentale quando ci troviamo di fronte ad un bambino con serie difficoltà di memoria e apprendimento.

Con questo articolo condivido con voi semplicemente ciò che di più importante e produttivo ho sperimentato durante la mia esperienza da insegnante di sostegno nel corso degli ultimi mesi, in particolare, con un alunno che fatica molto a trattenere nella sua memoria le informazioni, e ,per il quale sembrava impossibile (fino a prima di riuscire a sfruttare il suo punto di forza) l’associazione grafemo-fonema.

Vi ho parlato di punto di forza, ebbene si, in queste situazioni è fondamentale riuscire a trovarlo e partire da quello per realizzare una didattica ad hoc che innesca quella che io definisco una reazione a catena di apprendimenti successivi.

Punti di forza del mio G. sono sia la memoria iconica che quella visiva o fotografica, guardate che disegno (libero) meraviglioso della terra e della luna ha realizzato a soli 5 anni e mezzo i primi mesi di scuola:

disegno gabry

Già allora intuii le sue doti da osservatore attentissimo e parlare di “difficoltà di memoria” di fronte ad un disegno simile e così dettagliato mi sembrò un paradosso, difficoltà di memoria okkei, ma rispetto a quale delle tante?

La memoria, come abbiamo scoperto, è strettamente connessa alle emozioni, infatti per insegnare bisogna “emozionare”, ciò favorisce l’acquisizione di informazioni. Non è un caso se, inoltre, il mio alunno G. ricorda in maniera più immediata le cose che lo hanno “colpito” o emozionato come quando per puro caso, introducendo la consonante P feci segno di dargli un pugno dicendo “PAM!” e lui di tutte le lettere affrontate fino a quel momento ricordava solo la P 😂 !

Ecco allora una serie di strategie ed attività volte a favorire l’acquisizione di informazioni e l’apprendimento, e non solo per gli alunni che hanno difficoltà! Un apprendimento, infatti, per essere significativo e lasciare tracce nella memoria ha bisogno di essere COSTRUITO seguendo varie attività che toccano i diversi tipi di memoria sopra descritti, perchè CIASCUN alunno ha un suo modo di apprendere e, come ognuno di noi, una tipologia di memoria più sviluppata delle altre!

  1. SFRUTTARE CORPO E MOVIMENTO:

Possiamo insegnare attraverso il gioco, il corpo ed il movimento attivando così la memoria motoria:

Disponete i numeri da 0 a 10 (ciascuno scritto su un foglio) sul pavimento della palestra; disponete poi, in fila, dei cerchi di due colori diversi uno davanti all’altro, per esempio 3 blu e 2 verdi, i bambini dovranno compiere dei saltelli in essi contando e addizionando 3+2 e prendendo dai numeri il risultato esatto.

Così come per le addizioni, possiamo far divertire i nostri alunni con le altre operazioni (la matematica i primi anni scolastici deve essere soprattutto azione), favorendo un apprendimento significativo, che RESTA.

2) SFRUTTARE LA MEMORIA ICONICA RICHIAMANDOLA QUOTIDIANAMENTE

Questo è il caso dell’idea di far realizzare produzioni grafiche da apporre in classe o sui singoli banchi dei nostri alunni o sulle pareti della nostra aula. L’idea per G. è stata quella di lasciare la linea dei numeri (per la sua difficoltà di associazione quantità-numero) e la scritta del suo nome sul banco (protetta dallo scotch trasparente posto sopra) , per poterle utilizzare quotidianamente e familiarizzare con questi simboli sempre più:

3) EMOZIONARE ED ATTIVARE LA MEMORIA MUSICALE

Emozionare in educazione è progettare attività che coinvolgano gli alunni perché in linea con i loro piaceri ed i loro interessi ed in questo non ci sono ricette perché ciascun alunno è unico, ma posso darvi una mano per quanto concerne la memoria musicale che non è solo legata alle comuni “canzoncine” ma anche alle filastrocche con le rime che hanno un ottimo riscontro nella memoria degli alunni. Tutti infatti ricordiamo la classica “30 giorni a Novembre con Aprile, Giugno e Settembre..” e chi ancora non ricorre ad essa per ricordarsi quanti giorni ha uno specifico mese! 😂 Ebbene, di esse possiamo fare un buon utilizzo quando si tratta di far memorizzare concetti semplici o complessi, a seconda dei casi. Vi ricordo, in relazione a questo, un mio recente articolo contenente la filastrocca delle vocali: LAPBOOK DELLE VOCALI

4) ASSOCIARE I SIMBOLI GRAFICI, I GRAFEMI O I NUMERI AD IMMAGINI

In questo caso andiamo a richiamare la memoria visiva. Possiamo divertirci a farlo in modo davvero creativo ed è grazie a questo metodo che finalmente il mio G. è riuscito a memorizzare tutte le lettere! Con mia incredibile sorpresa ora riusciamo a comporre un dettato e lavorare con le sillabe! Ecco perché ho imparato che un apprendimento in età evolutiva scatena reazioni a catena per quelli successivi!

L’idea non è stata quella del metodo Bortolato ovvero associare ad esempio l’immagine dell’altalena alla A (dato che nel caso di una grave difficoltà di associazione grafemo-fonema questa non funzionava) ma è stata quella di inserire prorpio l’altalena nella vocale A! Ecco le immagini che ho realizzato e che potete scaricare!

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Questo metodo lo ha provato anche una mia collega ed amica che ha subito riscontrato l’efficacia con un suo alunno!

Grazie alle lettere realizzate in questo modo G. riesce a scrivere se io le detto

e riusciamo anche ad utilizzare le sillabe per comporre le parole!!!

Spero che questo articolo vi possa servire da spunto e fare tanto bene ai nostri cari cittadini del domani!

Se vi va, fatemi sapere com’è andata! Buona creazione!

Angela Orlando ☼

Pubblicato in: attività per bambini

Nuovo pannello sensoriale sui colori


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Ciao a tutti amici di creazioni di maestra!

Scrivo questo articolo per condividere con voi il nuovo pannello sensoriale fai da te sui colori realizzato su un cartone di misure decisamente inferiori rispetto a questo !

Inoltre, questo pannello nasce dall’esigenza di catturare l’attenzione di un’alunna che appena conosciuta, non riusciva ad interagire con alcuna tipologia di oggetto, per questo, ho personalizzato il colore giallo con qualcosa che a lei piace da impazzire! Il cibo! I pannelli sensoriali fatti a mano sono unici perché completamente adattabili alle esigenze ed agli interessi dei nostri interlocutori!

MATERIALE:

-Un cartone riciclato delle dimensioni che preferite;

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-matita;

-tempere e pennelli;

-2 buste trasparenti per raccoglitore ad anelli;

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-ferro da stiro;

-carta forno;

-colla a caldo;

-penne rigate (nel mio caso);

-pennarello nero;

-occhi mobili;

-nastrino colorato per abbellire.

 

PROCEDIMENTO:

-Disegnare con la matita (nel mio caso) 2 matite ed una pentola e sotto di esse, tre macchie di colore;

-con le tempere colorate, dipingere le matite, la pentola e le macchie di colore (io ho scelto i 3 primari rosso, giallo e blu);

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-mentre attendete che il colore sul cartone si asciuga, occupatevi di ritagliare le bustine dove inserirete la tempera, sigillate i lati aperti lascciandone uno (avrete ottenuto un sacchetto) inserite all’interno un po’ di tempera del colore che vi interessa e sigillate col ferro da stiro caldo mettendo un foglio di carta forno sopra in questo modo:

-incollate con la colla a caldo sul cartone, in prossimità delle macchie di colore, le bustine con la tempera e (nel mio caso) le penne rigate;

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-abbellite con occhi mobili, manine e nastrini ed il pannello sensoriale è pronto per far interagire, scoprire e divertire i vostri bambini!

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Buona Creazione!

 

Angela Orlando ☼

Pubblicato in: #decorazioni

LAVORETTI DI NATALE E DECORAZIONI

lavoretti natale 2018

Il Natale è alle porte! Ecco tre semplici, innovative e simpatiche creazioni da poter realizzare con i vostri bimbi a scuola o in casa!
BARATTOLO TRASPARENTE CON PAESAGGIO NATALIZIO

OCCORRENTE

-Un barattolo di vetro trasparente;

-decorazioni varie (alberelli in legno, neve finta, perline, glitter, rametti di pino, bastoncini di legno per realizzare le casine e ciò che più adorate!);

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-colla vinilica e a caldo;

-tempere, nastrino.

PROCEDIMENTO

-Stendere sul tappo del barattolo la colla vinilica ed incollare la neve finta sù di essa;

-decorare gli alberelli di legno incollando perline, glitter e/o brillantini;

-realizzare e decorare delle casine con i bastoncini di legno in questo modo:

potete dipingerle con della tempera bianca, il tetto rosso mattone; con un pastello nero realizzare la porta e con i glitter bianchi la neve sul tetto.

-Inserire gli oggetti sulla base del nostro barattolo con la colla a caldo, ultimare con un fiocco/ del nastrino del colore che preferiamo ed ecco l’elegante risultato!

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ALBERELLO CON LEGNETTI:

OCCORRENTE:

-legnetti di diverse dimensioni o bastoncini di legno;

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-piccole palline natalizie o pon pon colorati;

-nastrino del colore che preferiamo;

-colla a caldo;

-gomma crepla glitter per la stella;

PROCEDIMENTO:

-Realizzare un triangolo incollando i bastoncini di legno in questo modo:

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-far passare un nastrino colorato e sottile intorno al nostro triangolo realizzando degli incroci; incollare le palline, la stella sulla punta, qualche decorazione per coprire eventuali imperfezioni ed il lavoro è completo!

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PALLA CACTUS!

Questa che vi mostrerò è una decorazione un po’ più articolata ma ci tenevo a realizzare qualcosa di diverso e simpatico! Una palla cactus!

OCCORRENTE

-Panno lenci verde;

-ago e filo oppure colla a caldo;

-ovatta;

-cartamodello di un cactus da scaricare su google o disegnarlo come più amate;

-una palla trasparente da decorare;

-glitter dei colori che amate;

-spago e colla vinilica;

-colla a caldo;

-fiori decorativi.

PROCEDIMENTO

-Ritagliare sul pannolenci verde due cactus, sovrapporli e cucire i lembi (o incollarli) lasciando aperto il lato inferiore per inserire l’ovatta ed incollarlo sulla pallina;

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-decorare l’interno della pallina con glitter e colla vinilica;

-incollare il cactus con la colla a caldo sulla parte superiore della pallina;

-intingere fili di spago nella colla vinilica ed incollarli intorno alla pallina;

-lasciate asciugare e fissare;

-decorare con colla glitter e fiori ed ECCO IL RISULTATO!

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BUON DIVERTIMENTO!

BUONA CREAZIONE!

E Se ne avete piacere, raccontatemi come è andata!

Angela Orlando ☼

Pubblicato in: attività per bambini

LAPBOOK DELLE VOCALI

Oggi vi parlo di questo meraviglioso supporto didattico: meraviglioso perchè grazie ad esso finalmente G. è riuscito a memorizzare tutte le vocali e a ricordarle!

Un lapbook o per meglio dire, un libricino “lievemente” interattivo realizzato proprio da G.

Durante la sua creazione l’alunno ha: realizzato le vocali con il das, ripassato il tratteggio della filastrocca* e l’ha memorizzata; scritto le parole all’interno della casina copiandole e colorato le immagini.

*LA CASINA DELLE VOCALI

“Un tetto a punta eccolo qua, sulla casina trovi la A.

E sul tetto la bandiera c’è, sulla casina trovi la E.

Naso sottile, dritto così, nella casina trovi la I.

Due occhi grandi spalancherò, nella casina trovi le O.

Sorriso grande, bocca all’insù, nella casina trovi la U.

Se le hai imparate, ripeti anche tu, A E I O U.

MATERIALE:

-2 Cartoncini A4 colorati;

-1 cartoncino beige per la casina;

-colla a caldo;

-tempere o pennarelli;

-uno spiedino;

-carta bianca.

PROCEDIMENTO:

-Ritagliare dal cartoncino beige una casina a mò di copertina da libro (che abbia un’apertura o frontale o laterale);

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-ritagliare della stessa forma della copertina, i 2 cartoncini colorati A4 in modo da realizzare le pagine; incollarle poi nella casina sul dorso sinistro, con la colla a caldo;

-decorare la copertina della casina con tempere o pennarelli così:

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-realizzare la bandiera a forma di E apponendo una E ritagliata da un cartoncino su un pezzo di spiedino ed incollarlo sulla casina con la colla a caldo;

-incollare su ciascuna pagina un foglietto di carta bianca piegato in 3 parti e disegnare 3 immagini che iniziano per A, 3 per E, e così via;

-scrivere sul retro  la filastrocca tratteggiata.

ORA INIZIA IL LAVORO DELL’ALUNNO! REALIZZERA’ LE LETTERE CON IL DAS, TRATTEGGERA’ LA FILASTROCCA, COLORERA’ LE IMMAGINI E SCRIVERA’ LE PAROLE!

 

 

Buona creazione!

Se vi fa piacere, fatemi sapere com’è andata!

 

 

 

Angela Orlando ☼

 

 

Pubblicato in: #decorazioni

Agenda personalizzata: come realizzarla riciclando

Hai un’agenda che non ti piace?

La vorresti più carina? Più adatta a te ed alle tue preferenze? Allora sei sulla pagina giusta!

Ecco come trasformare un’agenda comune nella TUA agenda!

MATERIALE

-Un’agenda comune che già possiedi;

-avanzi di stoffa, pannolenci o della trama che più ti piace e ti caratterizza;

-forbici, colla a caldo, scotch trasparente, stampa su un cartoncino del tuo logo, di una tua foto o di ciò che ami di più (anche un disegno, io ho disegnato il logo del mio blog)

-filo di spago per segnare la pagina.

PROCEDIMENTO

-Ricava, ritagliandolo, un pezzo di stoffa, pannolenci o del materiale che hai scelto per ricoprire la tua agenda (nel mio caso gomma crepla glitter), della misura adatta a ricoprire tutta l’agenda e mettila momentaneamente da parte;

-incolla con dello scotch trasparente il disegno che hai scelto o la foto, apponendolo nella posizione che preferisci ma sopra la copertina attuale della tua agenda:

in questo modo è come se avessimo plastificato il disegno, lo scotch lo proteggerà;

-ritaglia dalla copertina che hai scelto un pezzo adatto a far vedere il tuo disegno/foto personalizzato;

-inizia ad incollare la copertina dal dorso della tua agenda, inserendo anche lo spago per fare da segnapagine:

-incolla la copertina passando la colla a caldo lungo i bordi. Dona un tocco di personalizzazione ulteriore alla tua agenda inserendo ritagli di oggetti che ami (io adoro i cactus e mi sono ispirata a questi disegnini:

)

ED ECCO IL RISULTATO FINALE!

BUONA CREAZIONE!

Condividete le vostre idee o i vostri risultati su questo blog!

Angela Orlando ☀️

Pubblicato in: attività per bambini

LA MACCHINA DELLE MOLTIPLICAZIONI

 

Durante questi giorni fatti di attese…di rabbia per ingiustizie subite, di lotte iniziate, giorni in cui mi chiedo chissà chi bambino/bambina ci sarà lì ad attendermi…decido di trasformare le mie emozioni in produttività!
Nasce uno strumento, un giochino, sognato da molto, per essere supporto iniziale ad una delle operazioni fondamentali: la moltiplicazione.

 

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La mia idea nasce sulla scia della macchina per le addizioni, mi sono chiesta se si potesse realizzare anche uno strumento per un’operazione un po’ più complessa. Così è nato Simone: il cartone della moltiplicazione!
FINALITA’
La macchina delle moltiplicazioni può essere utilizzata sia inizialmente con tutti i bambini come primo approccio, favorendo la comprensione del senso di questa operazione, ma può essere utilizzata anche a sostegno di quei bambini con difficoltà di calcolo o altre temporanee esigenze.
Simone è geniale perché quando operiamo con lo zero lui fa opportunamente “sparire” il prodotto, è efficace perché conduce, grazie a semplici azioni, alla comprensione dell’addizione ripetuta e di ciò che sono gli schieramenti. In questo modo il bambino non li traccerà sul suo quaderno come un qualcosa di meccanico, ma si sarà appropriato del senso, avrà fatto suo un metodo, sarà più motivato nel suo operare e avrà posto un nuovo e sensato tassello nel percorso della costruzione della sua conoscenza.
COME REALIZZARLA…

 

MATERIALE:

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-11 rotoli di carta igienica;

-un cartone della misura 60×40;

-scarti di cartone da riciclare;

-cartoncini colorati per ricoprire i rotoli (io ho utilizzato due colori diversi per numeri pari/dispari ed il nero per lo zero, elemento assorbente della moltiplicazione);

-colla a caldo, forbici, pennarello, gessetto;

-cartoncini, fogli glitter, panno lenci per le decorazioni (io ho ricreato occhi, bocca e mani);

-bottoni o palline di carta o pasta per moltiplicare;

-matita e gomma per cancellare.
PROCEDIMENTO

-Dapprima decorare i rotoli di carta igienica ricoprendoli con fogli di cartoncino colorati o dipingendoli e scrivendo i numeri da 0 a 10 (ATTENZIONE CHIUDERE IL ROTOLO DELLO ZERO ALL’ ESTREMITA’ IN BASSO COSI’ CIO’ CHE MOLTIPLICHEREMO PER ZERO DARA’ ZERO!);

-incollare una superficie di cartone spesso dietro il cartone che fa da base alla nostra macchina e sulla sua superficie incollare i rotoli da 0 a 10 decorati precedentemente;

 

-decorare la macchina donandole un aspetto più familiare e simpatico. Ritagliare ed incollare gli occhi, la bocca e due lunghe braccia con mani per accogliere!

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Per capire come funziona video su Youtube

 

 

ANGELA ORLANDO ☼

Pubblicato in: attività per bambini

Racconto di un’esperienza formativa “difficile”

Inizio questo articolo affermando che molto spesso, i bambini che si comportano peggio, sono quelli che hanno bisogno di più amore

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Sin dal raggiungimento dell’età adulta mi sono sempre lasciata condurre, come un pulviscolo al vento. Ho colto le occasioni che mi “capitavano” per caso, o per destino o altro…non mi sono mai tirata “indietro” affrontando con curiosità, gioia, talvolta paura, molto spesso coraggio le strade che mi si sono aperte dinanzi. Posso dire che fino ad oggi non me ne sono pentita perché ho sempre imparato qualcosa, per quanto sia stata dura, per quanto mi sia “consumata” nel farlo, ho sempre portato qualcosa “a casa” e per casa intendo la mia persona, il mio essere, ciò che sono oggi, nel mio qui ed ora.

Scrivo questo articolo reduce di un’ulteriore esperienza dalla quale non mi sono sottratta. Una supplenza, la prima, molto breve, in un contesto “assai” difficile, con bambini seguiti dalla stessa insegnante per quasi 2 anni.
Mi sono sentita letteralmente catapultata in un buco nero…ma quanto sono belli i buchi neri! Quelli dove è tutto da scoprire, fino all’ultimo giorno, quando impari ancora e ti accorgi che non ti è bastato, potevi scoprire di più, dare ancora di più. Non importano le notti insonni, quelle trascorse a chiederti “Cosa posso fare??” “Ci dev’essere un metodo!” “Ora provo questa strada…o forse meglio l’altra, o la devo inventare…ah! Ci sono! Farò così” Non importa la stanchezza, quella spazzata via ad ogni ingresso in classe, ad ogni sguardo perso o innamorato, vivo, o da accendere.

Ottenere la fiducia ed il rispetto da bambini traditi, molto spesso, proprio da chi doveva averne cura, era qualcosa che già avevo sperimentato da educatrice (ancora una volta inesperta) ma ai tempi supportata da un’ equipe indimenticabile di “specialisti” o meglio, di portatori sani d’amore vero, quello gratuito…questa volta però, in classe ero sola, ogni decisione, ogni gesto, sguardo, parola, pesava su di me e su dei bambini unici, eccezionali.
Ottenere il rispetto e l’ascolto dicevo, non snaturando la tua persona, non cedendo alla tentazione di strade più semplici, è stata molto dura. Ma in questi pochi giorni più che mai ho scelto.

Ho scelto di non pensare al poco tempo che avevo. Cos’è il tempo? Qualcuno dice che non va misurato in ore e minuti, ma in trasformazioni, ci ho voluto credere e da quel momento, non ho più pensato al tempo e mi sono concentrata solo sul da farsi.

Ho scelto di essere persona autorevole e non autoritaria, che si fa ascoltare non perché “Io sono la maestra e sono superiore” ma perché rispetta lei in primis, ascolta, osserva, dialoga, si impegna, c’è. Avrei voluto più giorni solo perché le prime volte non è andata molto bene. Per far capire tutto questo occorre tempo, per instaurare una relazione educativa c’è bisogno di costanza, soprattutto in questi contesti. E nonostante tutto, ad un certo punto, una relazione si è creata.

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Ho scelto, poi, anche un’altra strada difficile, quella di provare a svegliare la curiosità e non il “dovete fare perché comando io” dei miei alunni “a brevissimo termine”, ho scelto di aiutarli a COMPRENDERE IL SENSO delle cose, sostituendolo al “si fa così punto!”, attraverso dimostrazioni, pratica, azione e movimento. Anche questo è stato molto faticoso.
Ho capito ancora di più che non può esserci insegnamento senza educazione.
Ho utilizzato la Token Economy (strategia che spiegherò per bene in un articolo futuro) e quanto la ringrazio! Ringrazio la Token e chi mi ha insegnato a sperimentarla, essa sortisce un effetto particolarmente efficace in questi contesti e non solo, grazie a regole condivise e da rispettare per stare insieme ed imparare. L’efficacia di questa tecnica me l’ha dimostrata un’alunna che, mediando in un litigio verbale tra due bambini dice:”Uè statev zitt! (tacete) La violenza genera altra violenza!”

Ho scelto anche il gioco, è stata dura perché avevo a che fare con bambini tragicamente più maturi dei loro 7 anni, ma ci ho provato, ho cercato di restituir loro l’infanzia negata e sono stata ripagata dai loro occhi, quando si accendevano al suono delle parole:“Adesso facciamo un gioco!”

A tal proposito e per concludere, vorrei raccontarvi di un bambino, Salvatore, presentatosi a me come “Sasà!. In realtà vorrei raccontarvi di ciascuno di loro, perché tutti mi hanno insegnato qualcosa ma scelgo Salvatore in rappresentanza di tutti.

Sasà non riesce a scrivere perché a scuola in due anni ci sarà andato troppe poche volte, non conoscendo nulla di loro (perché come dicevo sono stata “catapultata”), inizialmente tutto ciò non lo sapevo, al mio:“Facciamo un dettato” il bambino si opponeva con aggressività e tentava di abbandonare l’aula a testa bassa. Sasà si comportava in tal modo perché non era alla portata del compito e non perché bambino cattivo. Quando abbiamo “giocato”, invece, Sasà era il primo ad alzare la mano e succedeva un piccolo miracolo, riusciva anche a leggere! Si, perché i miei giochi erano molto semplici, basati su scritte sopra dei foglietti. Per l’inglese, io mostravo un pennarello ad esempio di colore giallo e loro dovevano pescare la scritta YELLOW.

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Per le tabelline, invece mostravo un numero, ad esempio 24 e loro dovevano dirmi 6×4.

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Vi dirò di più, Sasà in questi giochi rispettava anche le regole, i turni di parola e mi mostrava la sua incredibile intelligenza, finalmente si sentiva come gli altri, parte di un gruppo con gli stessi mezzi.

Sasà è venuto a scuola tutti i giorni in cui ci sono stata. Questo è valso tutti i miei sforzi.

Da questa esperienza ne esco più forte, professionalmente è stata una delle più dure e mi ha messo continuamente alla prova, ringrazio tutte quelle persone che mi hanno dato la forza di perseverare nonostante le difficoltà e le mie paure, quelli che anche solo con una parola mi hanno dimostrato la loro vicinanza. Ai miei alunni di questi 10 giorni dico:

“Ricordatevi di guardare le stelle e non i vostri piedi…Per quanto difficile possa essere la vita, c’è sempre qualcosa che è possibile fare, e in cui si può riuscire.” Stephen Hawking

 

Angela Orlando ☼

 

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Lavoretti per Pasqua, quattro idee utili e davvero carine!

4 Lavoretti Pasqua

Manca poco alla Pasqua! Ecco una serie di lavoretti da poter realizzare con i bambini. Idee utili perché possono servire anche dopo la festività ed in questo articolo vi mostrerò in che modo! Una guida dettagliata su come realizzarli, con le relative spese per ciascuno ed un chiaro procedimento mostrato attraverso le foto! Buon lavoro!

1. Cestino portapane

MATERIALE:

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-Cartone riciclato;

-10 bastoncini di legno grandi (abbassalingua);

-4 bastoncini di legno piccoli (stecche di ghiacciolo);

-uova da decorare

-scarti di cartoncino verde chiaro e scuro o pannolenci;

-un calzino;

-taglierino, tempera per decorare le uova, pennelli, forbici, occhi mobili, colla vinilica o a caldo e spago.

COSTO: ho pagato 1€ ogni 3 uova; le bustine di bastoncini costano 0,70 cent. ciascuna ed ogni bustina contiene dai 30 ai 50 bastoncini (dipende dal luogo in cui le acquistate); le bustine di occhi mobili costano 0,70 cent e contengono circa 15 paia di occhi per bustina.

PROCEDIMENTO:

-Ricavare dal cartone riciclato un quadrato della misura di 14cm x 14cm e tagliare i bordi arrotondati ai primi 4 bastoncini di legno (abbassalingua);

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-incollare i bastoncini spuntati, uno su ogni vertice, come mostrato nella foto seguente;

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-ricavare da 6 bastoncini grandi, 12 parti come mostrato nella foto che segue;

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-incollatene tre per ogni vertice in questo modo ↓ ;

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-incollate ora i quattro bastoncini piccoli come per realizzare una staccionata, ed otterrete questo risultato ↓

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-Ora realizzate con il cartoncino verde o il pannolenci dell’erbetta che incollerete nella parte interna del vostro steccato (ovviamente, se guidati, tutti questi passaggi possono essere realizzati dai vostri alunni);

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-potete inserire dei fiorellini riciclati, comprati o realizzati insieme ai vostri alunni in questo modo:

collage fiori

-ora non vi resta che occuparvi della realizzazione del coniglietto con un calzino tipo fantasmino di color rosa, bianco, grigio, beige o marroncino. I vostri alunni si divertiranno a riempire di farina e sale il calzino. Ecco il procedimento:

COLLAGE CONIGLIO PASQUA

-Infine fate decorare uno o più uova ai vostri alunni e ponetele accanto al coniglietto!

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Ecco in che modo riutilizzarlo come portapane!:

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2. Fuoriporta coniglietto

MATERIALE:

-1 cartoncino bianco formato A4;

-cartamodello a forma di coniglio↓

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-piccolo fuoriporta di legno intrecciato di quelli che ora vanno di moda ↓

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(costo €1,50)

-dischi struccanti;

-fiori decorativi o pannolenci o, ancora, carta crespa per realizzarli insieme ai vostri alunni;

-uova da decorare (costo: 3 uova 1€);

-tempera e pennelli, colla a caldo o vinilica, forbici e occhi mobili.

PROCEDIMENTO:

-Fate dipingere il fuoriporta del colore preferito dai vostri alunni;

-Realizzate i fiori o utilizzatene di riciclati;

-fate incollare i dischetti struccanti sul carta modello per decorare il coniglietto;

-realizzate anche dei peluche verdi con la lana per simulare l’erbetta↓

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-incollate fiori, coniglietto ed erbetta al fuoriporta. Aggiungete, infine, i dettagli che preferite, un uovo decorato ed il lavoro sarà completo!

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3. FUORIPORTA CASINA

MATERIALE:

-Uscite fuori con i vostri alunni durante una bella giornata di sole, portateli in campagna e raccogliete dei legnetti! Se non avete tempo per questo, potete trovare scarti di legna da un falegname o taglialegna di fiducia che ve li regalerà!

-procuratevi anche del filo di spago;

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-uova da decorare;

-colla a caldo, vinilica, tempera e pennelli, fiori finti.

COSTO: Per questo lavoretto è quasi pari a zero, dovrete acquistare solo le uova da decorare.

PROCEDIMENTO:

-Fate assemblare ai vostri alunni, con i legnetti, una casina come loro la preferiscono. In questo lavoretto l’irregolarità e la diversità renderanno le loro casine uniche e bellissime! (e vi svelo che per questo motivo, è il lavoretto che preferisco!)

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-fate dipingere la casina o, se preferite, potete lasciarla del suo colore originale. Procuratevi un contenitore ovale per ricreare con dello spago e con la colla vinilica un nido di uccellino in questo modo:

-ora non vi resta che far decorare le uova ai vostri alunni (io ne ho messo uno), realizzare con un po’ di cartoncino un cartello con su’ scritto “Buona Pasqua”; decorare il nido con fiori finti o rametti di pesco (sempre finti) ed ecco il risultato!↓

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4. VASETTI CONIGLIETTO E PULCINO

MATERIALE:

-Un vasetto riciclato di quelli degli omogenizzati o potete acquistarli (io li ho trovati al costo di 0,70 cent cada uno);

-colla vinilica, a caldo, tempera, glitter bianchi e gialli, cartoncini colorati o panno lenci, occhi mobili.

FOTO PROCEDIMENTO 🙂 :

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-Fate divertire i vostri alunni a shakerare i glitter nel contenitore, decorate i vasetti, inserite ovetti di cioccolata in un sacchetto e ponetele all’interno dei vasetti come sorpresa! Ed ecco il risultato finale!

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In questo articolo vi ho anche parlato di uova decorate, eccone alcuni esempi realizzati da me per voi 🙂

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Buon divertimento insieme ai vostri alunni!

Se realizzate qualcuno di questi lavoretti, potete mostrarmi foto/risultati ottenuti sulla mia pagina Facebook : https://www.facebook.com/tryourcreativity/

E’ bello condividere ed arricchirsi reciprocamente! Grazie!

Angela Orlando ☼

Pubblicato in: attività per bambini

Portachiavi e biglietto per la festa del papà!

 

 

 

IO ED IL MIO PAPA’! Portachiavi personalizzato per la festa del papà realizzato da ogni bambino su cartoncino bianco e poi plastificato! 🙂

Per un semplicissimo e veloce biglietto invece,

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guardate questo mini tutorial sulla mia pagina instagram: https://www.instagram.com/p/BvJ1hGRhvwD/?utm_source=ig_share_sheet&igshid=ey3iy7syozod

Angela Orlando ☼

 

 

 

Pubblicato in: attività per bambini

Word problem. Pane e monete

In questo articolo presenterò un’attività matematica per la scuola primaria affrontata con gli alunni di circa 8 anni.

Tutto parte da un word problem, ma cos’è? Che vuol dire?

Un word problem, in italiano problema a parole, è una particolare tipologia di situazione problematica, presentata sotto forma di racconto. Non è il classico problema del macellaio o del fruttivendolo, molto lontani dalla realtà del bambino e ad una ed una sola soluzione. Io preferisco definirli “racconto – problema”.

Un word problem come quello che presenterò, a mio parere, è funzionale per andare oltre il pensiero che italiano e matematica sono due discipline separate, se lavoriamo con una, non possiamo affrontare l’altra. La matematica e l’italiano, in realtà, sono aree disciplinari estremamente connesse, si sono sviluppate insieme, l’uomo che ci ha preceduti, mentre cercava un modo per esprimersi, tramandare insegnamenti, affrontava anche numerose situazioni problematiche. La matematica è connessa alla logica e se non la esprimiamo in modo corretto, attraverso un preciso linguaggio, non possiamo capirla. Un problema a parole sembra un racconto, nel leggerlo ci chiediamo:“Ma dove sono i numeri? Cosa scrivo nei dati?! Qual è la domanda?”

Tutto questo rappresenta un mezzo per aprire il dialogo, il confronto dialettico con i nostri alunni, spalanca la strada allo scambio di opinioni, al lavoro collettivo, al laboratorio e a più strategie risolutive! E’ proprio come nella realtà che ci circonda: nel nostro quotidiano non si presentano dinanzi a noi problemi risolvibili attraverso una soluzione universale, ognuno, in modo creativo, a suo modo, riesce a giungerne ad una.

Problemi come questo favoriscono l’esplorazione e la scoperta, migliorano le capacità espressive e favoriscono la comprensione vera del senso di particolari strutture matematiche. Un word problem va compreso fino in fondo solo grazie all’azione concreta sulla realtà.

Il problema dal quale ho tratto il mio testo, che adattato ai miei bambini, è presentato nel capitolo 4, intitolato Pane e pensiero, del libro L’uomo che sapeva contare, di Malba Tahan (un ottimo libro capace di suscitare amore per la matematica).

Problema originale: I tre viandanti e le pagnotte

“Tre giorni dopo stavamo avvicinandoci alle rovine di un piccolo villaggio chiamato Sippar, quando scorgemmo, steso al suolo, un povero viandante ricoperto di cenci che sembrava gravemente ferito. Era in condizioni pietose. Ci accingemmo a soccorrerlo e in seguito ci narrò la storia della sua sciagura.
Si chiamava Salem Nasair ed era uno dei più ricchi mercanti di Baghdad. Pochi giorni prima, di ritorno da Basra e diretto a el-Hilleh, la sua grande carovana era stata attaccata e rapinata da una banda di nomadi persiani e quasi tutti i suoi compagni erano stati uccisi. Egli, il padrone, era riuscito miracolosamente a salvarsi nascondendosi nella sabbia tra i corpi inanimati dei suoi schiavi.
Quando ebbe terminato il racconto delle sue sventure, ci chiese con voce tremante: “Non avete per caso qualcosa da mangiare? Sto morendo di fame “.
“Ho tre pagnotte” risposi.
“Io ne ho cinque” disse l’Uomo Che Contava.
“Allora” fece lo Sceicco, “vi scongiuro di dividere le vostre pagnotte con me. Vi propongo uno scambio ragionevole. Vi darò per il pane otto monete d’oro, non appena giungerò a Baghdad”. E così dividemmo tra di noi le pagnotte.
Il giorno dopo, tardi nel pomeriggio, entrammo nella famosa città di Baghdad, Perla dell’Oriente.
Attraversando una piazza affollata e rumorosa, fummo bloccati dal passaggio di una sfarzosa comitiva alla cui testa cavalcava, su di un elegante sauro, il potente visir Ibrahim Maluf. Vedendo lo sceicco Salem Nasair in nostra compagnia, fece fermare il suo brillante seguito e lo interpellò: “Cosa ti è capitato, amico mio? Come mai arrivi qui a Baghdad così mal ridotto, in compagnia di questi due stranieri?”
Il povero Sceicco gli narrò nei dettagli quanto gli era accaduto in viaggio, lodandoci ampiamente.
“Ricompensa subito questi due stranieri” ordinò il Visir. Prese dalla borsa otto monete d’oro e le diede a Salem Nasair dicendo: “Ti porterò subito con me a palazzo poiché il Difensore dei Fedeli vorrà di sicuro essere informato di questo nuovo affronto dei banditi beduini, che osano attaccare i nostri amici e saccheggiare una carovana sul territorio del Califfo”.
A questo punto Salem Nasair ci disse: “Prendo congedo da voi, amici miei. Desidero però ringraziarvi ancora una volta per il vostro aiuto e, come avevo promesso, compensarvi per la vostra generosità “. E, rivolgendosi all’Uomo Che Contava: “Ecco cinque monete d’oro per i tuoi cinque pani”. Poi a me: “E tre a te, mio amico di Baghdad, per le tue tre pagnotte”.
Con mia grande sorpresa l’Uomo Che Contava sollevò rispettosamente un’obiezione. “Perdonami, Sceicco! Ma questa suddivisione, che pure sembra semplice, non è matematicamente giusta. Dal momento che ho dato cinque pagnotte, devo ricevere sette monete. Il mio amico che ha ceduto tre pagnotte, deve riceverne soltanto una”.
“Per il nome di Maometto!” esclamò il Visir vivamente interessato. “Come può questo straniero giustificare una pretesa così assurda?”
L’Uomo Che Contava si avvicinò al ministro e gli disse: “Permettimi di mostrare, o Visir, che la mia proposta è matematicamente corretta. Durante il viaggio, quando …avemmo fame, presi una pagnotta e la divisi in tre parti.
..Ciascuno di noi ne mangiò una. I miei cinque pani, quindi, ci procurarono quindici pezzi, non è vero? Le tre pagnotte del mio amico aggiunsero nove pezzi, per un totale di ventiquattro parti. Delle mie quindici ne consumai otto, così che in realtà ne ho cedute sette. Dei suoi nove pezzi anche il mio amico ne mangiò otto e così il suo contributo è stato di uno soltanto. I sette pezzi miei e l’unico del mio amico fanno gli otto che sono andati allo sceicco Salem Nasair. Pertanto è giusto che io riceva sette monete e il mio amico soltanto una”.
Il Gran Visir, dopo aver altamente lodato l’Uomo Che Contava, ordinò che gli fossero date sette monete e a me una. La dimostrazione matematica era logica, perfetta, irrefutabile. Ma, per quanto corretta, la suddivisione non piacque a Beremiz che, rivolto al sorpreso ministro così proseguì: “Questa divisione, sette per me e una per il mio amico è, -come ho provato, matematicamente perfetta ma non è perfetta agli occhi dell’Onnipotente”.
E, raccogliendo nuovamente le monete, le divise in due parti uguali, quattro a me e quattro a se stesso.
“Un uomo veramente straordinario!” esclamò il Visir. “Non ha accettato la divisione delle otto monete in cinque e tre. Ha dimostrato che a lui ne spettano sette e al suo compagno solo una. Ma poi divide le monete in due parti uguali e ne dà una all’amico”. E aggiunse con entusiasmo: “Per l’Onnipotente! Questo giovane, oltre a essere bravo e veloce in aritmetica, è un amico buono e generoso. Voglio che diventi oggi stesso mio segretario”. “Gran Visir” disse l’Uomo Che Contava, “mi accorgo che avete espresso, in trenta parole e 125 lettere, la più alta lode che io abbia mai udito. Voglia Allah benedirvi e proteggervi per tutta l’eternità!”
L’abilità del mio amico Beremiz gli consentiva di tener dietro alle parole e alle lettere pronunciate… Tutti noi ci meravigliammo di fronte a tale dimostrazione di genialità.

Ecco, invece, il problema che ho realizzato io, in base alle esigenze ed ai desideri dei miei alunni e con i loro nomi:

A Maggio i bambini della terza A sono felicissimi perché finalmente, con le belle giornate, possono andare in gita!
Arriva il grande giorno! I bambini sono diretti alla Città della Scienza, si sono svegliati davvero euforici e di buon umore, preparano il loro zainetto con dolci, caramelle, panini, bibite e finalmente giungono a scuola dove li aspetta un pullman alto, giallo e blu. Prontiii?! Si parte! Finalmente vedranno da vicino la storia degli australopitechi, l’evoluzione dell’uomo, i pianeti e tante altre cose interessanti!
Dopo aver visitato una parte del museo agli alunni viene fame, giungono in un giardino ed iniziano a mangiare tutto ciò che avevano portato da casa…improvvisamente in lontananza intravedono un bambino della loro età solo e in lacrime. La prima ad avvicinarsi al bambino è Angela che gli chiede: “Cosa ti è successo?” , poi arriva Michele che dice: “Come ti chiami?” , il bambino inizia a parlare: “Mi chiamo Yuri, ho perso la mia famiglia, ho molta fame e non ho nulla da mangiare! Voi avete qualcosa da darmi?” .
Intanto tutti erano giunti vicino al bambino: Giada, Carla, Luigi, Fabiana, Nico, Renzo, Teresa, Mimmo, Luca, la maestra, ed avevano ascoltato la sua triste storia.
“Io ho in borsa ancora 3 panini” dice Fabiana.
“Io ne ho 5 !” dice Luigi che sapeva fare i calcoli molto bene.
“Allora” dice Yuri “Vi prego di dividere i vostri panini con me e vi propongo uno scambio ragionevole. Vi darò per i panini €8,00 non appena mi riporterete dalla mia famiglia.”
E così Fabiana, Yuri e Luigi dividono tra loro i panini, dividendo ciascuno in 3 parti uguali, mangiano insieme nel giardino, quindi, 8 pezzi ciascuno.
Quando tutta la classe accompagnò Yuri dalla famiglia che lo stava aspettando in un campo nelle vicinanze, il bambino, come promesso, consegnò €8,00 in questo modo: €5,00 per Luigi (per i suoi 5 panini) e €3,00 per Fabiana (per i suoi 3).
Luigi però non era per niente soddisfatto di questa divisione e pur avendo in seguito diviso i soldi in €4,00 per sé e €4,00 per Fabiana, sosteneva che, matematicamente parlando, a lui sarebbero spettati €7,00 e solo €1,00 a Fabiana!
Chi aveva ragione? Rappresenta il problema con un disegno.

-Dopo aver letto il problema ai bambini, anche più di una volta, si chiederà loro di intervenire e spiegare la vicenda raccontata dal testo, a turno si avvierà una discussione, il docente condurrà i bambini a sottolineare sul testo quelli che sono i “passaggi” della vicenda, che a loro parere sono “matematici” .

-Successivamente, dopo la discussione/riflessione di gruppo ed individuale, si procede con la “drammatizzazione” della vicenda e guarda caso! La maestra ha portato 8 panini, dei coltellini di plastica ed 8 monete da 1€.

divisione pane

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-Grazie a questo processo i bambini affrontano in modo pratico la struttura moltiplicativa e possiamo avviarli alla comprensione delle frazioni.

-Dopo aver drammatizzato il problema, risolto e compreso “il caso” grazie all’azione, i bambini possono rappresentare graficamente il problema. Ciascuna rappresentazione risulterà geniale!

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soluzione finale mimmo

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Giuseppina mat

Se realizzate questa attività o ne prendete spunto per realizzarne altre, potete mostrarmi foto/risultati sulla mia pagina Facebook : https://www.facebook.com/tryourcreativity/

E’ bello condividere ed arricchirsi reciprocamente! Grazie!

Angela Orlando ☼