Pubblicato in: attività per bambini

Avvio alla CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa)

Scrivo questo articolo con il cuore pieno di gioia perché non pensavo di riuscire a proporre, già in questo periodo dell’anno scolastico, la CAA ad una mia alunna.

Qando a Novembre ho scritto nel suo PEI che necessitava di comunicazione aumentativa alternativa… lo ammetto, non credevo che ce l’avremmo fatta ad introdurla entro quest’anno, ma ci speravo…

e l’amore, la speranza e l’impegno spesso compiono “miracoli” facendoci ritrovare di fronte a quelli che io definisco “miracoli educativi” , quelli che avvengono quando sull’onda del coinvolgimento entrano anche la famiglia ed i terapisti, ed improvvisamente si restituisce dignità all’essere umano, riconoscimento, valore.

“Con Comunicazione Aumentativa e Alternativa (detta anche CAA) si indica un insieme di conoscenze, tecniche, strategie e tecnologie atte a semplificare ed incrementare la comunicazione nelle persone che hanno difficoltà ad usare i più comuni canali comunicativi, con particolare riguardo al linguaggio orale e alla scrittura.

Viene definita Aumentativa in quanto non si limita a sostituire o a proporre nuove modalità comunicative ma, analizzando le competenze del soggetto, indica strategie per incrementare le stesse (ad esempio le vocalizzazioni o il linguaggio verbale esistente, i gesti, nonché i segni). Viene definita Alternativa in quanto si avvale di strategie e tecniche diverse dal linguaggio parlato.

Tale “approccio” ha come obiettivo la creazione di opportunità di reale comunicazione e di effettivo coinvolgimento della persona; pertanto dev’essere flessibile e su misura della persona stessa.” da Wikipedia

Scrivo questo articolo perché credo che sia importante, avviare dolcemente e passo dopo passo gli alunni all’uso di questa tipologia di comunicazione, partendo proprio da qualcosa di concreto e a loro familiare.

Parlo di avvio alla CAA proprio per questo, quella che ho realizzato, rispetta esattamente i due criteri: “flessibilità” e “su misura della persona” , ho cercato di adoperare qualcosa di familiare alla mia alunna, di quotidiano.

Ho pensato, allora, di prendere il mio smartphone e scattare delle foto: la classe vuota; la classe con gli alunni; la palestra; la sua merenda; la sua mamma; il suo deambulatore, ecc… le ho modificate al pc rendendole più chiare, inserendo delle scritte belle grandi e le ho stampate e plastificate! Ecco un esempio del file creato per la stampa:

4.CAA

Devo dire che è stata un’esperienza ben riuscita! La mia alunna adora queste immagini, interagisce con esse, si diverte:

ed abbiamo organizzato questo pannello di cartone per raccontare la sua giornata scolastica e comporre semplici frasi:


DSC_0200

Come tutti gli altri pannelli realizzati da me anche questo è fatto con cartone riciclato e ricoperto, ho utilizzato poi del semplice spago e delle mollettine! Ho preferito quelle con i numeri per far familiarizzare la mia alunna anche con essi!

Lo step successivo sarà quello di far utilizzare questo tipo di comunicazione anche a casa e sperare in un coinvolgimento ed una partecipazione di J. sempre maggiore!

Buon Lavoro e buona creazione!

Angela Orlando ☼

Pubblicato in: Pensieri

L’insegnante di sostegno

L’insegnante di sostegno è supporto alla classe, è valore aggiunto,

inventa soluzioni dove apparentemente queste non esistono,

si fa fisicamente strumento di eliminazione delle barriere allo sviluppo, all’apprendimento ed alla partecipazione.

Ha occhi che guardano lontano, che vanno oltre ciò che è apparenza, è spoglio di giudizi o pregiudizi,

ha la pazienza di chi sa aspettare ed intanto prova, riprova, inventa e spera. Comunica, collabora e sorride.

Ha la voce bassa ed il passo leggero per camminare in punta di piedi, rispettando l’essere per ciò che è.

L’insegnante di sostegno è anche uno sperimentatore: osserva, inventa, prova, raccoglie dati e riprova.

Ma non è solo scienza, è anche tanto cuore, quando “l’esperimento” non riesce continua a sperare, confrontarsi, reinventare.

Conosco insegnanti di sostegno che hanno inventato alfabeti “alternativi”, metodi di comunicazione del tutto personalizzati,

cuce su misura, condivide e documenta ogni cosa.

L’insegnante di sostegno è mediatore tra compagni, alunni e docenti, famiglie e bambini.

Per lavorare al meglio ha bisogno di tanti alleati.

Non è, però, un instancabile supereroe, non è frutto dell’immaginazione, è reale, spesso è stanco e rischia di non crederci più, si arrabbia, va al letto pensieroso e depone “le armi”.

Ma quando il giorno dopo si sveglia, gli basta pensare agli occhietti dei propri alunni che la sua luce si riaccende carica di energia nuova.

L’insegnante di sostegno non è un maestro speciale, è solo uno che fa delle potenzialità strumenti per colmare carenze.

Tutti gli insegnanti possono essere di sostegno, per i loro alunni!

Angela Orlando ☀️

Pubblicato in: attività per bambini

Schede vocali per bambini con autismo

Oggi vi parlerò di un supporto all’apprendimento delle vocali per bambini con autismo, ma anche per qualsiasi alunno che mostra difficoltà iniziali con l’approccio alla scrittura.

Grazie all’ispirazione datami da una collega ed amica, anche lei insegnante di sostegno (Francesca) ho realizzato delle schede. Da precisare che come metodologia, per me, le schede sono qualcosa di superato, ritengo che queste, per come sono sviluppate, siano un valido supporto per un iniziale approccio alla scrittura da parte dei bambini che vivono le loro prime difficoltà.

E’ ben noto, ai genitori o a chi ha seguito come insegnante bambini con autismo che essi sono particolarmente affini alle immagini, in particolare il mio bambino adora anche colorare quindi per ogni vocale ho inserito 3 immagini. L’uso di ausili visivi è particolarmente consigliato per questi alunni. Qualsiasi cosa provo ad insegnare al mio G. lo faccio adoperando un vasto uso di immagini.

La mia filosofia educativa ha tra i principi fondamentali la cooperazione, ecco perchè scelgo di condividere questa metodologia con voi e mentre scrivo penso al sorriso di G. che mi vede entrare dalla porta al mattino, mi auguro che il suo sorriso, possa essere anche quello dei vostri alunni.

Ecco le schede:

scheda A

scheda E

scheda I

scheda O

scheda U

Sono schede “atipiche” perchè prevedono l’attuazione di diverse attività: per far sviluppare la manualità preparo dei pezzetti di carta o gomma crepla o carta glitter (per variare potete far applicare anche piccoli pon pon soffici), l’alunno li ritaglia e li incolla lungo la letterina; poi passa il dito su di essa pronunciandola (ad esempio percorrere la A nel suo senso di scrittura dicendo “aaa”) ed infine con la penna può tracciare la lettera e colorare le immagini.

Per comprendere meglio:

 

Buon Lavoro!

Se vi fa piacere, fatemi sapere come è andata!

Angela Orlando ☼