Pubblicato in: attività per bambini

Pannello sensoriale di Masha e Orso

IMG-20180218-WA0030IMG-20180218-WA0042

Un pannello o tavola sensoriale è un supporto che promuove la tendenza alla scoperta nel bambino, aiuta lo sviluppo della manualità, stimola le sensazioni tattili e se ideato con uno scenario che piace al vostro bambino lo diverte molto!

Ecco a voi la descrizione delle singole funzionalità del pannello da me ideato per una bambina di 11 mesi:

IMG-20180218-WA0029

Come realizzarlo?

Materiale:

-Un cartone rigido della misura che preferite;

-cartoncino azzurro;

-tempere e pennelli, colla a caldo, taglierino, forbici, pennarello indelebile nero;

-materiale da riciclo come: rotelle, spugnette, gomitoli di lana, una vecchia calcolatrice o telecomando, cerniera, stoffa, contenitori, paperella di gomma, campanellino, un vecchio specchietto;

-fil di ferro, perline non troppo piccole;

-amore e fantasia! 🙂

Procedimento:

-Ritagliare con il taglierino il cartone della misura che preferite, applicate un foglio di cartoncino azzurro su tutta la superficie con la colla a caldo;

-forate il cartone con le forbici e fate passare il fil di ferro con 10 perline da un’estremità fino all’altra per poi chiuderlo bene sul retro e renderlo sicuro (sempre sul retro) con uno strato di colla a caldo;

-disegnate, stampate o dipingete i personaggi preferiti dai vostri bambini per stimolare il loro interesse ed il loro divertimento;

-applicate con abbondante colla a caldo la rotella, la spugnetta, la calcolatrice o il telecomando, lo specchietto, i lacci, porte e scorci da scoprire;

-ho inserito sotto la cerniera una tasca, ricavandola da un foro nel cartone e della stoffa sul retro, in corrispondenza del foro. Aprendo la cerniera la bambina suonerà la campanella e troverà un paperella;

-ritagliate da scarti di stoffa, panno lenci o gomma crepla le lettere che formano il nome del vostro bambino e, più stimoli inserite, più saranno le abilità che il vostro bambino può sviluppare!

Una raccomandazione: quando il vostro bambino interagirà con questo pannello è opportuna la supervisione di un adulto.

BUONA CREAZIONE!

 

Se realizzate questa tavola o ne prendete spunto per realizzarne altre, potete mostrarmi foto/risultati sulla mia pagina Facebook : https://www.facebook.com/tryourcreativity/

 

Angela Orlando ☼

Pubblicato in: attività per bambini

Libro sensoriale fai da te per un bambino di prima

Questo libro nasce dall’esigenza di un supporto didattico personalizzato, che permettesse a Simone di seguire, insieme ai suoi compagni, la progettazione didattica della sua classe.

Grazie ad esso Simone ha imparato a leggere con l’uso di immagini/parole a lui più familiari. Simone, infatti, ama i topini, le moto, il cibo, la nonna e tante altre cose.

Il bambino è riuscito anche ad associare due concetti fondamentali ed in relazione tra loro: quantità e numero (inteso come segno grafico).

L’alunno ha, inoltre, collaborato alla realizzazione del suo libro per quanto riguarda la costruzione dell’albero di mele create con i tappi. La finalità è stata quella di permettergli l’associazione tra concetti matematici di base e lo sviluppo della capacità cubito-palmare (il bambino ha problemi di tono muscolare). Grazie all’esercizio del movimento avvita/svita è riuscito a migliorare la sua prestazione.

20171205_112046.jpg

Il bambino, nello specifico, è stato molto attratto dalla sezione rinominata “scienze”, dove presento la successione della crescita di un albero dal seme al frutto.

Infine, imitando il lupo alla caccia dei tre porcellini, e divertendosi, ha imparato a riconoscere le prime figure geometriche.

La realizzazione del libro richiede un po’ di tempo e svariato materiale. Il procedimento lo potete trovare qui: Come fare un libro sensoriale

A differenza dell’altro libro, in più qui ho utilizzato: tappi di bottiglie riciclati, tempere colorate, glitter, un foglio trasparente.

Grazie!

Buona creazione!

Angela Orlando ☼

Pubblicato in: Pensieri

Niente e nessuno è perduto

20171227_105757-01

Sin da piccola ho avuto l’abitudine a non gettare via nulla, conservavo ogni cosa pensando che un giorno mi potesse tornare utile “perché non si sa mai”.
Molte volte, ancora oggi, capita che durante una passeggiata noto uno scatolo accantonato e dico:”Ooh stupendo questo scatolo!”, qualcuno in quel momento pensa che io sia matta perché in realtà quello scatolo è un semplice scatolo, ciò che mi appare stupendo è la sua trasformazione, l’immagine di quello che nella mia testa esso è già diventato. Devo dire che molti oggetti da me conservati sono stati utili a decorare, organizzare attività con i bambini, a costruire materiale didattico e a far sì che anche i miei alunni apprendessero l’arte del riutilizzo creativo. Spesso però mi sono sentita una persona veramente disordinata e confusa, insopportabile, con tutte queste buste nascoste qua e là, una per i barattolini di plastica, una per i nastrini, l’altra per la carta ed il cartone e la lista potrebbe continuare.

Ho scelto di condividere su questo blog, tra i tanti, un riciclo in particolare, quello dei fiori. Penso che questo riutilizzo sia tra i più artistici e poetici.

Tutto nacque un po’ di tempo fa, quando mi dispiaceva molto gettare via quel mazzo di fiori ricevuto in regalo, anche se appassiti, i fiori conservavano un fascino particolare, erano belli, un po’ più malinconici e meno luminosi, i colori da accesi e forti erano diventati tenui e delicati, ma erano ancora bellissimi. Allora uno ad uno li ho presi, osservati attentamente, di alcuni ho scelto i petali, altri li ho lasciati interi, mi sono lasciata sedurre, ispirare, li ho amati.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Con essi ho decorato tante cose, ciò che preferisco sono i quadri che sono venuti fuori e quelli che verranno.

20180109_113543

I fiori hanno un’espressione particolare, come  un volto, qualche volta appaiono radiosi, altre sono come pensierosi, altre volte ancora malinconici o tristi, amo rispecchiarmi in ciascuno di essi. Grazie al loro riciclo ho anche pensato che forse questa mia abitudine nel non gettare via nulla, parte dal concetto che niente e nessuno è perduto per sempre, deriva da una sorta di atteggiamento di speranza. Ci perdiamo e ci ritroviamo, veniamo ritrovati da qualcuno. Tutto ciò che ci circonda non va perduto ma si trasforma, diventa altro da sé o riprende a vivere sotto altre forme. “Tutto ciò che vive deve rigenerarsi incessantemente: il Sole, l’essere vivente, la biosfera, la società, la cultura,l’amore.” (E.Morin, La testa ben fatta.)


Concetti come la trasformazione, la speranza e il tirar fuori le potenzialità, sono anche molto correlati alla mia idea di pedagogia, al mio:”Ohh stupendo questo scatolo!”
La “radicalità della speranza”, come scrive P. Freire, fa parte del bagaglio dell’educatore, consapevole che la realtà dell’ incompiutezza apre la strada al sogno, all’utopia e, concretamente, ad un’intenzionalità educativa da sperimentare ogni giorno nelle relazioni interpersonali e sociali e nella “ricerca permanente” (Freire, 2002, pp. 110-111).
La speranza si applica nei riguardi del singolo educando, per far fruttare le sue potenzialità latenti, per dare voce alla sua promessa implicita, per percorrere l’impervia strada dell’ “essere di più” nonostante le difficoltà.
La forza della speranza sta anche nel dare intensità all’attesa attiva, che evidenzia il valore della pazienza autentica come dimensione carica di energia trasformante “La pazienza non è mai conformismo. Vuol dire soltanto che il modo migliore per fare domani l’impossibile di oggi consiste nel fare oggi ciò che è possibile oggi” (Freire, 1979, p. 88)

La speranza è ciò che dovrebbe guidare l’azione dell’educatore, supportarlo, per fa sì che esca da schemi stereotipati e ripetitivi grazie alla capacità di immaginare e sognare, per edificarla, un’umanità nuova… un nuovo quadro, quello che verrà.

“Se non speri l’insperato, non lo troverai.” Eraclito

Bibliografia:
. Freire P. (2002), La pedagogia degli oppressi, Torino, EGA.
. Freire P. (1979), Pedagogia in cammino, Milano, Arnoldo Mondatori.

Pubblicato in: attività per bambini

Come fare un libro sensoriale con lettere, numeri e forme

 

Lo scorso anno, mi sono messa in gioco per una bambina con la sindrome di down, che all’età di sette anni, frequentava ancora la scuola dell’infanzia. Il mio obiettivo è stato quello di portarla alla scuola primaria preparandola ad essa, ho provato con diverse strategie didattiche e con l’aiuto di questo libro, ci sono riuscita! E’ stato il supporto che ha maggiormente catturato il suo interesse e che ha custodito gelosamente. Per questo ve lo consiglio!

20170222_133128

 

MATERIALE per creare il mio libro sensoriale:

-Fogli di panno lenci per le pagine (da ogni foglio della misura di 40cm x 60cm ho ricavato 4 pagine), è preferibile scegliere i colori che più piacciono ai bambini ai quali il libro è rivolto;

-Un foglio di gomma crepla per la copertina;

-Letterine adesive e numeri

-Filo di spago e velcro

-Immagini (ape, casa, barca…) stampate e plastificate. Io utilizzo un metodo di plastificazione fai da te :). Stampo semplicemente le immagini delle quali ho bisogno su dei fogli, poi dispongo lo scotch trasparente sia sul davanti che sul dietro del foglio.

-Mollettine di legno

-Fil di ferro, forbici, colla a caldo, pennarelli, materiale da riciclo come perline, codini, nastrini, fiori finti, vecchi jeans.

PROCEDIMENTO:

-Ricavate, ritagliando da ogni foglio di panno lenci (40×60), quattro rettangoli che saranno le pagine del vostro libro (a me ogni pagina è della misura di 23cm x 24cm); della stessa misura, ricavate anche la copertina iniziale e quella finale.

-Ritagliate, con delle forbici piccole, quattro buchetti equidistanti su ciascuna pagina, cercando di far combaciare ciascun buchetto di un foglio con i buchetti degli altri fogli. Questa operazione servirà per rilegare il vostro libro facendo passare, in ciascun buco, dello spago (se preferite potete sostituire allo spago, dei nastrini).

-Decorate la copertina come meglio preferite, divertendovi!

-Adesso occupatevi della creazione delle pagine con le letterine dell’alfabeto. Attaccate tre letterine alla sinistra di ogni pagina, con la colla a caldo, all’estremità di ciascuna lettera, inserite un filo di spago. Dall’altra estremità del filo di spago, attaccate (sempre con la colla a caldo perché istantanea) la stessa letterina. ATTENZIONE le letterine che incollate sull’estremità a  destra del vostro spago, devono essere mobili, ovvero, non attaccate alla pagina.

-Ciascuna letterina mobile ora, dovrà avere sul retro un po’ di velcro (inserite la parte ruvida sulle letterine mobili, la parte morbida andrà a destra della pagina) in questo modo:

lettera

Questa operazione andrà effettuata per ciascuna letterina e richiederà un po’ di pazienza ma il risultato ne vale davvero la pena!

-Infine incollate le immagini plastificate sulla destra dei vostri fogli, la scritta con i pennarelli ed attaccate la parte di velcro morbida sulla sagoma della lettera che avrete tracciato con il pennarello.

-Per realizzare le pagine dei numeri, ritagliate dei rettangolini e dei cuoricini in panno lenci, tagliate un po’ di fil di ferro;

-Incollate i rettangoli di panno lenci a destra del foglio, inserendo sotto di essi un’estremità di fil di ferro e sopra di essi i numeri da 1 a 10.

-Inserite nel fil di ferro perline o codini della quantità indicata dal numero. A sinistra della vostra pagina, attaccate i cuoricini incollando sotto di essi l’altra estremità del fil di ferro.

-Per le pagine delle figure geometriche, ritagliate una tasca di un vecchio jeans ed incollatela su una pagina a sinistra del vostro libro, decoratela con del nastrino;

-Sulla pagina a destra, disegnate un paesaggio con delle figure geometriche semplici, io ho preferito una casina con il sole.

-Ritagliate poi le figure geometriche in panno lenci, della stessa dimensione di quelle che avete disegnato sulla pagina a destra. Inserite infine il velcro sia sul retro delle vostre figure geometriche sia sulla pagina a destra.

La rilegatura con i buchi ed il filo di spago è molto comoda per ampliare successivamente il vostro libro. Io infatti, le pagine con le mollette numerate e quella con la scarpetta da allacciare, le ho inserite successivamente, in base alle esigenze di Serena. Allacciare e inserire i nastrini sotto le mollette numerate sono attività particolarmente indicate per lo sviluppo della motricità fine.

Vi lascio con un paio di foto di Serena promossa alla scuola primaria!

PicsArt_11-03-10.18.28
GIOIA, SODDISFAZIONE, AMORE

IMG_20170519_114139909

 

ANGELA ORLANDO ☼

Pubblicato in: attività per bambini

Pannello sensoriale fai da te: i colori

Lo sviluppo psicomotorio è un processo di maturazione che porta il bambino ad acquisire sin dalla nascita diverse competenze e abilità. Si tratta di un progredire
continuo, essenzialmente dipendente dalla maturazione del Sistema Nervoso Centrale (SNC), con tempi e modalità variabili per ogni bambino. La maturazione strutturale del SNC è fortemente influenzata dall’ambiente, inteso nel senso più ampio possibile, e dalle relazioni. Il cervello viene definito “plastico” dalle neuroscienze, la plasticità rappresenta la capacità del sistema nervoso di modificare l’intensità delle sinapsi, di instaurarne di nuove ed eliminare quelle ritenute “non necessarie”. Nei primissimi anni di vita del bambino le dimensioni, la struttura e le funzioni del cervello crescono enormemente, il suo cervello è altamente plastico. In un ambiente ricco di stimoli ed esperienze conoscitive le sinapsi si moltiplicano, creando una fitta rete di sentieri neurali. Questi rendono possibile pensare, apprendere e ragionare.

Da queste scoperte possiamo capire quanto il contesto nel quale un bambino vive i suoi primi anni di vita sia fondamentale.

Il fanciullo approccia ai colori (così come alle altre  cose) spontaneamente, perché parte di un tutto dalle mille sfumature che è il nostro mondo. Per rendere la loro esperienza con il colore quanto più naturale possibile, ho ideato questo pannello sensoriale che sfrutta sia la sensorialità che il gioco. L’apprendimento seguirà, in questo modo, un’andatura naturale che va dal generale (i colori di ciò che ci circonda) al particolare (i singoli colori presenti in questo pannello: rosso, giallo, blu e verde) e, facendo esperienza con il particolare, il bambino darà un senso al generale e lo comprenderà meglio.

Materiale per realizzare il pannello:

-un cartone grande (solitamente li trovo fuori ai negozi, questo l’ho preso da un negozio di giocattoli);

-tempere;

-Fogli colorati;

-Cartamodello:

20171013_103236

-bustine trasparenti (ho utilizzato quelle per il raccoglitore ad anelli);

-2 bottiglie di plastica vuote;

-colla a caldo, pennelli, pennarello nero, ferro da stiro e carta forno.

Procedimento:

L’idea di come strutturare questo pannello è nata da un disegno:

20171013_103243

Ho ritagliato il cartamodello a forma di matita e l’ho riportato sui fogli colorati in questo modo:

 

Ho attaccato le mie matite colorate sul supporto di cartone rigido e dipinto delle macchie di colore con le tempere:

20171013_112249

Ho poi tagliato le bottiglie di plastica, attaccato una striscia di colore su ognuna con la colla a caldo e fissate sul supporto in cartone in questo modo:

Ho creato le bustine contenenti le tempere colorate, tagliando della misura che preferivo quelle trasparenti e, aiutandomi con carta forno e ferro da stiro le ho sigillate:

Ho concluso aggiungendo i particolari alle matite, creando un contenitore per le palline colorate con gli avanzi di cartone e decorando il tutto. Ecco a voi il risultato finale!

 

Angela Orlando ☼